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\\ Home Page : Storico : Vino&Cucina (inverti l'ordine)
Di seguito gli interventi pubblicati in questa sezione, in ordine cronologico.
 
 
Di Michele Marziani (del 20/09/2012 @ 23:21:37, in Vino&Cucina, linkato 739 volte)

Adesso che di vini non scrivo più mi posso divertire a berli e anche, in alcuni casi, a pensarli. Unica è una Rebola (vitigno bianco autoctono della Romagna), in purezza, vinificata sulle bucce, affinata in acciaio, imbottigliata da poco e realizzata da Mirco Mariotti, in vesti da wine maker, per la Società Agricola Delle Selve. Una tenuta bellissima, sui colli alle spalle di Rimini, presa in mano da alcuni amici a partire dalle vendemmia 2011. Viti e ulivi circondati dal bosco, già zona di produzione di vini buoni e premiati con i proprietari precedenti. Nel sito non troverete nulla perché l'invito è esplicito: un posto così bisogna andarlo a vedere. I vini vanno assaggiati, l'olio pure. Per adesso i vini in bottiglia, in commercio dall'altro giorno, sono due: un Cabernet Sauvignon in purezza che ha visto solo acciaio e Unica, la Rebola. Dalla vendemmia in corso nascerà anche un Sangiovese, da vigne che hanno ormai vent'anni e buona struttura. Ma torniamo a Unica, al nome: si chiama così perché non esisterà più, l'annata 2011 sarà l'unica. Eppure è un vino riuscitissimo, profumato di fiori bianchi, mele lasciate a maturare in cantina, erba appena tagliata... In bocca è una carezza. E chi lo assaggia dice stupito: Epperò!
Ma io in quel bicchiere di meraviglia, quando era ancora prova di botte, ho intravisto dell'altro, ne ho sentito l'odore, l'ho sognato stappato sulle sponde del mare: un metodo classico del territorio, capace di esprime l'impensabile. Ne ho parlato con Gianni e Loretta, i proprietari del vigneto, poi con Mirco Mariotti. Sì, all'inizio mi hanno guardato scettici, poi anche loro si sono accesi e abbiamo iniziato a lavorare al progetto. Il nome del vino: Unica, perché la Rebola sarebbe andata tutta nel metodo classico (al quale parteciperanno in misura minore il Trebbiano e a una punta di Sauvignon). Poi un enologo giovane che si è fatto un gran nome tra le bollicine come Gianluca Telloli, uno disposto alle sfide estreme che affianca nel lavoro Mirco Mariotti. Infine la vendemmia anticipata e il sogno che sta già fermentando nei tini. Se ne parlerà nel gennaio 2015, se tutto andrà per il meglio. Adesso ci si accontenta di Unica ed è un accontentarsi incredibile, tanto che tutti dicono: ma siete matti a non farla più? Beh, forse un po' matti lo siamo, ma l'uva è quella ed è poca, o la metti da una parte, o la metti dall'altra.

 
Di Michele Marziani (del 25/06/2011 @ 00:48:59, in Vino&Cucina, linkato 1014 volte)
Sono andato a cena l'altra sera al Povero Diavolo di Torriana, sulle colline riminesi, a farmi deliziare dalla cucina di Pier Giorgio Parini, che il fondatore di Slow Food Carlo Petrini ha definito su Repubblica davvero il migliore degli chef italiani. Non mi occupo più di critica gastronomica da dieci anni, da quando ho lasciato la Guida dell'Espresso, non amo mangiare fuori, lo faccio di rado e non sono quasi mai soddisfatto. Quindi non so più quasi niente di tutta la sfilza di cuochi superstellati che si dimena in televisione. Ma Petrini ha ragione, Pier Giorgio domina la materia e fa miracoli con le cose normali. Credo anch'io, dal basso della mia scarsa conoscenza, che Pier Giorgio sia il miglior cuoco d'Italia.
 
Di Michele Marziani (del 10/03/2011 @ 17:59:58, in Vino&Cucina, linkato 818 volte)
Di vino e cibo mi occupo sempre meno ormai da tempo. Siti Internet ho smesso di farne da anni. Il sito dell'Azienda agricola Giacomo Grimaldi, da oggi on line, è un'eccezione. Per un Barolo e per un piccolo produttore, Ferruccio Grimaldi, che hanno la stoffa dei grandi e la passione per la terra. Così è nato questo sito: i testi sono miei, le foto di Davide Dutto, la struttura e la grafica di Alessandro Rivoira. Una squadra già ampiamente collaudata in rete con il sito di un grandissimo del Barolo come Paolo Scavino e con quello degli squisiti salumi di Beppe Dho.
 
Di Michele Marziani (del 04/09/2010 @ 09:36:53, in Vino&Cucina, linkato 646 volte)
Ho deposto la penna stamattina. Sto facendo la salsa di pomodoro con la ricetta della nonna Maria. La casa è invasa di profumi.
 
Di Michele Marziani (del 02/07/2010 @ 06:05:47, in Vino&Cucina, linkato 718 volte)
Ogni volta che qui parlo di caccia piovono insulti. Corro di nuovo il rischio perché credo che tutte le contraddizioni abbiano diritto di cittadinanza. Non sono un pacifista, ma un antimilitarista, non vado a caccia, non sparo e potrei farlo solo in circostanze molto particolari (come la Resistenza, per capirci), però della caccia amo i racconti e gli scrittori (su tutti l'indimenticato Mario Rigoni Stern), gli abiti da gentiluomo di campagna, la mitologia della brughiera, i pochissimi cacciatori dal grilletto ponderato e dalla gamba lunga: camminare tanto, sparare poco, quel che serve per una cena tra amici. E mi piace mangiare la selvaggina, sentire l'odore di selvatico, il fuoco scoppiettante, il bicchiere spumeggiante di vino di collina. Molte di queste cose le ritrovo a Casa di Bacco. Di tutto il resto, dei cacciatori sparatori e mitraglieri, si può e si deve fare a meno.
 
Di Michele Marziani (del 01/07/2010 @ 06:39:04, in Vino&Cucina, linkato 683 volte)
Sono ufficialmente il sobillatore di questo bel progetto di Isabella Bordoni che partecipa al concorso alimentarsi bene, vivere meglio promosso da IdeaTre60. Secondo me è una gran bella idea e merita di vincere o, comunque, di far discutere.
 
Di Michele Marziani (del 01/06/2010 @ 07:09:10, in Vino&Cucina, linkato 583 volte)
Con le prime melanzane oggi cucino una pasta quasi alla Norma, che chiama l'estate. La ricetta è qui, su Chiamami Città. L'apostrofo di troppo (un'inno anzich'è un inno) è errore di proto o di tastiera.
 
Di Michele Marziani (del 20/04/2010 @ 07:06:28, in Vino&Cucina, linkato 699 volte)
A pranzo dagli amici della Canonica (cucina di livello, come sempre), nel borgo sul mare di Casteldimezzo, ho bevuto l'Albana Rigogolo 2006, di Bragagni di Brisighella. Vino di grandi difetti al naso ma di altrettanto grande attrazione, con una beva indimenticabile. Sulfureo, come certe acque termali, è il vino che vorrei mi offrissero come benvenuto all'inferno. Grandioso nei difetti come nelle meraviglie.
 
Di Michele Marziani (del 14/04/2010 @ 07:16:28, in Vino&Cucina, linkato 729 volte)
A trovare l'asparago bianco di Cilavegna, in Lomellina, questo è uno dei risotti di campagna più raffinati che sia possibile immaginare. Il merito ovviamente è degli asparagi, ma anche della capacità di preparare un brodo vegetale profumato e leggero a base di sedano, carota, cipolla e un sentore appena di prezzemolo. La ricetta si trova nel mio libro I sapori della Terra di Mezzo.
Pulite gli asparagi, scegliete i più piccoli, i più grandi destinateli a passare nel burro assieme alle uova. Piegateli a mano: dove si spezzano si butta via la parte verso il gambo e si tiene quella verso la punta. Tagliate le cime, quelle più tenere e appuntite e mettetele a parte. Dei gambi rimasti fate pezzetti. Mettete del burro in un tegame e uno spicchio d'aglio, rosolatelo, toglietelo, aggiungete i pezzetti di asparago e il riso, Carnaroli o Rosa Marchetti. Sfumate con mezzo bicchiere di vino bianco e aggiungete man mano il brodo vegetale per far andare avanti la cottura. A parte cuociamo nel burro le punte degli asparagi. A fine cottura mantechiamo con il grana e aggiungiamo le cime di asparago passate nel burro. Un sentore di pepe bianco. Un bicchiere di fresco Erbaluce del Novarese, sembra nato per questo piatto.
P.s.: ovviamente la voce burro può essere sostituita da olio extravergine d'oliva ma, per una volta, non fatelo, perdereste il sapore di un territorio.
 
Di Michele Marziani (del 02/04/2010 @ 07:02:25, in Vino&Cucina, linkato 695 volte)
Da almeno un mese ricevo ogni giorno una decina di inviti da altrettante case vinicole, quasi a tutte a me sconosciute, per passare a trovarle al Vinitaly, la grande kermesse del vino di Verona. Tutti inviti e comunicati scritti con il linguaggio un po' marchettaro e ammiccante del marketing, come fossimo vecchi amici. Uffici stampa di sconosciutissimi sedicenti colleghi che sarebbero onoratissimi di una mia visita e altre simili amenità. Bene, segnatevelo: io al Vinitaly non ci vado, non ci penso nemmeno, non saprei cosa fare in tutto quella bolgia così lontana dalla terra e dalle vigne.
 
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