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Di seguito gli interventi pubblicati in questa sezione, in ordine cronologico.
 
 
Di Michele Marziani (del 11/11/2009 @ 21:59:11, in Letture, linkato 1020 volte)

C'è anche una mia ricetta, anzi una mia realizzazione di una ricetta di Davide Dutto, il polpo senza speranza, all'interno del Libro del cavolo di Sigrid Vebert, ricette e immagini curatissime per un piccolo successo editoriale delle edizioni Cibele: 1500 copie bruciate in due settimane, on line, mica in libreria.
Alla faccia di chi dice che solo su Internet non è possibile.

 
Di Michele Marziani (del 04/06/2009 @ 17:52:04, in Letture, linkato 778 volte)
Degli scrittori italiani Nico Orengo è quello che più di tutti ho sentito maestro. Una vicinanza d'allievo, da lettore che apprezzava i sottotesti, la scrittura garbata e olfattiva, fatta di profumi perché la Liguria la senti uscire in ogni libro, con la prepotenza della salsedine e della salvia fritta, i personaggi ruvidi e vivi della curva del Latte, i vecchi compagni, la dolcezza della signora Wall, la trota di Dogana d'amore, il salto dell'acciuga, la penna di Puskin che mi ha riempito la scrivania di romanzi russi, le Langhe parlano attraverso quello sniffare manciate di terra che è Di viole e liquirizia. Vicinanza ricambiata con poche righe, la giusta distanza tra il maestro e l'allievo, un apprezzamento del mio primo romanzo, La trota ai tempi di Zorro. Asciutto, ligure-piemontese: l'ho letto e per questo l'ho fatto recensire. Allora Orengo dirigeva Tuttolibri. Beh, ogni addio lascia un vuoto. E, per fortuna, in questo caso, una fila di libri da riprendere in mano.
 
Di Michele Marziani (del 13/02/2009 @ 14:28:11, in Letture, linkato 1558 volte)

Prendo in mano L'ammaestratore di Istambul, lo sfoglio per l'ennesima volta. Lo ripongo. Appoggiato su un mucchio di libri che mi fa l'occhiolino da un angolo del pavimento. Beh, tutti prima o poi hanno un outing che li aspetta: da bambino volevo fare il disegnatore di fumetti, quello era i mio vero sogno, raccontare storie disegnate. Un po' Hugo Pratt, un po' Grazia Nidasio. Poi una vita a tratti anche beffarda mi ha distolto dalle figure e spinto alle parole.
Ecco, Gianluca Costantini è per me, prima di tutto, soggetto di grande invidia: fa il mestiere che volevo fosse mio e lo fa benissimo, con un tratto che è proprio quello che avrei voluto avere...
Nel libro L'ammaestratore di Istanbul, vero e proprio romanzo a fumetti in uscita il 18 febbraio per i tipi di Comma22, Gianlunca Costantini disegna Istambul, percorre la città con Elettra Stamboulis che scopre di essere incinta tra una pagina e l'altra, lei scrive il testo, racconta la storia, intreccia i particolari, segue le orme di Osman Hamdi che è un pittore, ma anche un tassello d'Oriente, in Libano infuria l'ultima, l'ennesima, guerra del Libano. Presenti e passati si mescolano tra orienti, occidenti e accidenti nell'unica città capace di contenerli, assimilarli, carezzarli anche: Istanbul, capitale dell'inquietudine europea, porta di quello che siamo, di quello che avremmo voluto essere. La città di Orhan Pamuk che sa farne teatro letterario universale, dei viaggiatori francesi, degli imperatori bizantini, dei sultani ottomani, delle ville di legno lungo il Bosforo. In una di queste, a Tarabya, c'era una volta un giardiniere ed è il protagonista del mio prossimo romanzo in uscita quest'anno. È bello come si incrociano i destini. O come a noi piace incrociarli.

 
Di Michele Marziani (del 21/07/2008 @ 16:03:47, in Letture, linkato 1095 volte)

Non sarò breve. Mi guardo in giro sconsolato e so che che per leggere fino in fondo bisogna sedersi e versarsi una tazza di caffè. Vivo tra le scartoffie. Ho appena finito di sbocconcellare pane e tzatziki, accompagnato da un bicchiere di un profumato Chiaretto del Garda che si chiama La moglie ubriaca. Tutto consumato in uno spazio venti per trenta centimetri, appoggiando il computer per terra. Libri e cartacce mi assediano: è ora di fare un po' d'ordine. Lo faccio on line, in diretta. Le cuoche che volevo diventare di Roberta Corradin l'ho letto. Gastronomia come filo rosso, quasi pretesto, per attraversare un mondo al femminile. Davvero bello. Il cibo che amo leggere, lo metto in un angolo assieme al Ghiottone Errante di Paolo Monelli e Da leccarsi i baffi di Mario Soldati. Alla SDA per il pacco telefono nel pomeriggio. Buono sconto Feltrinelli, lettera provincia Forlì, programma Cartoon Club Rimini (è appena finito, cartoni animati, alcuni erano veri capolavori), Letteraltura Verbania e altre decine di cose passate, pseudolettere, comunicati, foglietti multicolore: cestino, sacco della carta, raccolta differenziata. Manifesto dell'Editore del XXI secolo di Sara Lloyd, via, come tutti i manifesti. Appunti e biglietti da visita di editori vari incontrati al Bookcamp, viticoltori di Terroir vino e produttori Sovversivi del gusto, nella scatola nell'angolo. Ecco, tiro fuori Breviario Mediterraneo di Predrag Matvejevic, ne sto scrivendo per la rivista Edison Square. Da quaresime lontane, di Giovanni Orelli, racconti che sono poesia pura scritti in italiano del Canton Ticino, diverso da quello dell'Italia. Da riparlarne. Il bambino e la città di Colin Ward, da leggere, profetico. L'Acquario dei cattivi, di Antonella del Giudice. Direi acquistato per sbaglio. Non ricommetterei lo stesso errore. Vale anche per Figlio di Dio di Norman McCarthy: inutile. Mi verso un altro bicchiere di vino, sembra impossibile tirarsi fuori dalla carta. La Stampa di sabato con Tuttolibri ancora da aprire. L'ospite incallito di Erri De Luca col cellophane da togliere. Giuliano e Diamante di Oreste Delucca, graziosa storia rinascimentale ritrovata (ritrovata?) da Oreste Delucca e pubblicata dal riminese Panozzo. Allo stesso editore devo anche Il registro della spia di Federicomaria Muccioli. Lo mette assieme a Necropoli di Boris Pahor, Acrux di Renzo Casali, Un gruppo di allegre signore di Alexander McCall Smith, L'inafferrabile Weltanschauung del pesce rosso di Fabrizio Gabrielli, tutti in pila d'attesa, uno sopra l'altro. Il tavolo misura 160x80 centimetri. Recupero l'affascinante lI pesci nel letto di Laura Pariani e lo ripongo in libreria assieme all'edizione einudiana de I ragazzi della via Pal di Ferenc Molnàr e Pastorale americana di Philip Roth. Che ci fanno sul tavolo? Mistero. Gastronovelle di Giorgio Pazzini è pieno di orecchie e scarabocchi, volevo scriverne due righe. Faremo. Così come guarderò il video Cinque attori per AMARE di Fabio Rossi, sfoglierò Mangiare di Romagna che non so cos'è ma è arrivato in busta imbottita... Oh, ecco dov'era finito l'IPod. Sotto alle chiavi, a due mezzi toscani, ad un po' di Post-it, a un telefono cellulare (sì, ci ho provato, ma con parsimonia mi tocca usarlo ancora...), tre penne, una Moleskine e una matita rossa e blu col temperino. Amo la carta, ma forse ha ragione Antonio Tombolini: molto di tutto questo potrebbe stare in un lettore di e-book, sigari compresi. Apro il computer, consulto l'agenda: mercoledì 23 a Torriana presento La trota ai tempi di Zorro. sarà probabilmente l'ultima presentazione prima dell'uscita del nuovo romanzo. Domani ne scrivo. Oggi basta così. Preparo un caffè. Il tavolo è talmente pulito, ora, che potrei anche mangiarci sopra. La foto me l'ha fatta Marco Salzotto. Ci sono, c'erano, anche le foto sul tavolo. Assieme a un disegno che mi ha fatto mio figlio Ludovico quando è passato di qui. C'è anche un suo libro: Vampiretto cambia casa. Buon ultimo trovo un manuale per riconoscere le erbe selvatiche che mi ricorda che è tanto tempo che non faccio due passi lungo il fiume, nella golena.

 
Di Michele Marziani (del 24/06/2008 @ 08:02:10, in Letture, linkato 796 volte)

“Uscii fuori e guardai: l'amore fioriva intorno a me con l'esuberanza dei roseti a primavera, ed era tutto del tipo di quella rosa rossa. Io sorrisi e lui mi prese per mano; fummo felici e sfacciati come la rosa.
Poi, non so perché, sempre meglio non sapere, egli fece a me quel che io non avevo fatto alla rosa, quel giorno che non avevo imparato nulla: mi gualcì e mi buttò”
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Scottature di Dolores Prato, un cameo di parole che strappano la pelle senza dolore. Da accarezzare con lettura attenta alle sfumature, agli orizzonti che si schiudono dai pertugi.

 
Di Michele Marziani (del 22/06/2008 @ 11:29:43, in Letture, linkato 770 volte)

“...Voi guardate il vestito di quell'ometto laggiù, impiegato al Comune o anche vedovo, e la prima cosa che viene da pensare è che un giorno è stato nuovo anche lui. E anche l'ometto, s'intende.
- E poi muoiono, - aggiunsi.
Coi miei sessant'anni passati e quelle scarpe slacciate lì in terra, non c'era per niente pericolo che potessi passare per cinico.”

Parla il prete di Montelice, il protagonista di Casa d'altri, racconto di Silvio D'Arzo. “Un racconto perfetto”, scrisse Montale. Ad averlo perso nel corso del Novecento si torni subito indietro, di corsa, a colmare la mancanza in poche pagine indimenticabili.

 
Di Michele Marziani (del 03/06/2008 @ 10:53:51, in Letture, linkato 1360 volte)

Mi è servita per una fotografia la scuola anarchica di Losanna intitolata a Francisco Ferrer. Un'immagine quasi in chiusura dell'ultimo romanzo che ho scritto e ancora in cerca di editore. So del rapporto tra il Ceis di Rimini e gli anarchici, qui lavorava ad esempio Pio Turroni. Mi chiedo se ci fossero rapporti anche ideali tra le esperienze. Ne chiacchiero col direttore della scuola e mentre un nome tira l'altro come le ciliegie, stupore!, salta fuori Barbara Seidenfel, la compagna di Pietro Tresso, l'amico di Gramsci ucciso dai comunisti di fede stalinista. Il protagonista del delicato e struggente romanzo di Stefano Tassinari, Il vento contro, uscito di recente per i tipi di Marco Tropea. Un libro profondo che scava nell'anima della sinistra e del Novecento. E Barbara? La scopro essere stata a lungo riminese, mandata dal Soccorso Operaio Svizzero assieme a Margherita Zoebeli a mettere in piedi il Ceis, la scuola italo-svizzera nelle baracche di legno. Così la storia s'intreccia e anche i vicini di casa si fanno romanzo.

 
Di Michele Marziani (del 26/05/2008 @ 11:10:19, in Letture, linkato 1617 volte)

Mirto Campi è guardaboschi e scrittore di montagna, esuberante come lo sono le sue foreste al risveglio di primavera, scalpitante come un giovane capriolo, generoso come i castagni d'autunno, limpido come un ruscello del suo Appennino. Ho con lui lunghi e onesti braccio di ferro per cercare di arginare la piena del suo scrivere, per imbrigliarlo un po' e per convincerlo a pazientare e trovare il buon editore che merita. Lui alla fine fa di testa sua e credo faccia bene: si pubblica da solo. Così ho tra le mani Diario, libro più Dvd che sono un tributo alla natura e alle genti che vivono sui monti che sovrastano Fiumabo, Pievepelago e il crinale tra l'appennino modenese e la Toscana. Profumano di legna accatastata di fianco ai tetti con le tegole in sasso le pagine di un libro che è passione, amore, caos a volte, affetto sincero per un mondo che sta scomparendo. Compratelo questo libro, anche se è difficile farlo. Dovete andare fino a Pavullo, Fiumalbo, Pievepelago, Abetone oppure versate 20 euro sul ccp numero 58302779 intestato a Mirto Campi, via Lazze, 1 – 41027 Pievepelago (Mo). O più semplicemente metteteli in una busta. In cambio vi arriveranno il libro (questa volta in una bella edizione, decisamente migliore dei lavori precedenti) e il Dvd con immagini bellissime di montagne dimenticate. I ricavi del volume, tra l'altro, vanno all'associazione Amici di Lapo.

 
Di Michele Marziani (del 22/05/2008 @ 23:53:46, in Letture, linkato 842 volte)

...Le nostre bugie si incastrino perfettamente in quelle degli altri; in genere è questo che intendiamo quando diciamo: “comportarsi da persone civili”. È una riflessione amara di Serena Barberis, maestrina alla fine dell'Ottocento in un paesino della valle del Ticino e protagonista dell'avvolgente Il paese delle vocali, racconto poetico in salsa argentina e in chiave lombarda, con tanto di dialetto, della stupefacente Laura Pariani, scrittrice di rara raffinatezza della penna e dell'anima: A comàrto, E comèrto, I comìrto, O comòrto, U comùrto... Si legge come un respiro.

 
Di Michele Marziani (del 19/05/2008 @ 11:27:30, in Letture, linkato 778 volte)

Come fai a leggere tanti libri? Io non ho proprio tempo, dicono amici e conoscenti. In realtà non divoro poi tutti questi volumi e, comunque, il tempo per leggere basta inventarlo, magari spegnendo la televisione. Leggo normalmente più libri insieme, scelti in virtù del luogo dove li ripongo. Il principale è quello da passeggio che dev'essere piccolo, da stare in tasca. Un romanzo di quelli che possono essere letti a spizzichi e bocconi. Oppure un saggio: i saggi non hanno la trama e spesso sono noiosetti quindi si possono interrompere quando si vuole. Una pagina in attesa che escano i figli da scuola, un'altra facendo la spesa, un'altra ancora mentre si aspetta l'autobus... Si possono leggere così un paio di libri al mese, anche tre. Di più se si va al lavoro coi mezzi pubblici. Poi c'è il libro da bagno, quello che sta di fronte al water, mai troppo coinvolgente se non volete fare tardi al mattino. Ancora c'è quello per la sera, il libro che sto leggendo proprio, quello che tengo sul comodino e mi fa compagnia prima di dormire. Infine c'è il libro da viaggio: ogni percorso fatto in treno o in aereo è un'occasione di lettura. Nell'ordine, in questo momento: l'avvolgente Il paese delle vocali di Laura Pariani, Le meraviglie d'Italia – gli anni di Carlo Emilio Gadda, Il giocatore di Fedor Dostoevskij, mentre ad attendermi per il prossimo viaggio c'è Mille splendidi soli di Khaled Hosseini.

Nella bella foto di Davide Dutto più che leggere prendo appunti.

 
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25/05/2013 @ 17.14.41
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