Michele Marziani appunti di viaggio Logo
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Di seguito gli interventi pubblicati in questa sezione, in ordine cronologico.
 
 
Di Michele Marziani (del 18/04/2013 @ 11:50:04, in Letture, linkato 326 volte)

Ho attraversato l'ultima parte del Novecento assieme alla mia generazione. Sono stato un ragazzo inquieto come oggi sono un inquieto signore. Ho sfiorato tutti i drammi di chi masticava inquietudini in anni difficili: la lotta armata, la tossicodipendenza, la disperazione della fine delle illusioni... Di fronte a scelte scellerate mi hanno salvato le parole (per questo scrivo...) e l'acqua. Ogni volta che mi sento braccato, solo, abbandonato, in preda allo sconforto, senza sbocco, con l'anima in frantumi, raggiungo le sponde di un torrente e comincio a respirare...
Sull'Agogna, il fiume della mia adolescenza che scende dal Mottarone, mi sono allenato alla vita.
È capitato a tutti di sentirsi traditi dagli amici più cari, abbandonati dalle persone che si amano, incerti rispetto al futuro, provati dalla malattia, dalle sfortune proprie o di chi ci sta vicino... Beh, io nei momenti più duri, quando la disperazione urlava nello stomaco facendosi grancassa dell'anima, ho guardato un torrente scendere dalle Alpi, ho respirato la montagna, ho atteso il guizzo della trota, ho compreso nel mistero della natura che c'era posto e valore, per me e per tutti. Questa è una confessione, questa per me è la pesca.

Tratto da Alieutica, nel libro Un ombrello per le anguille, la mia raccolta di racconti scritti sull'acqua. In libreria.

 
Di Michele Marziani (del 05/03/2013 @ 06:36:36, in Letture, linkato 367 volte)

Chi cerca un proprio spazio nel mondo potrebbe trovarlo nei boschi. O in montagna.
Con Raffaele Marini, in un'altra vita, abbiamo pescato insieme in alcune delle acque più belle d'Italia. Io giornalista un po' stufo del mio mondo, lui impegnato nel mercato farmaceutico e altrettanto stanco. La pesca, per me, è il ricordo migliore di quegli anni, di quella vita.
Poi io ho trovato la mia strada: i libri, le storie, le parole libere dal potere. E lui la sua: la montagna, la fotografia, la natura. Una bella storia da raccontare che lui ha raccontato in un piccolo e prezioso ebook fotografico: Val Grande, immagini, luoghi e momenti di un Parco per “selvatici”... dentro.
Da leggere, da guardare. Per sognare la Val Grande (che meraviglia) e un'altra vita.

 
Di Michele Marziani (del 03/03/2013 @ 06:37:31, in Letture, linkato 330 volte)
Tra le persone che mancano al mondo, a questo mondo, al mio mondo, c'è senz'altro Stefano Tassinari. Un acronimo per Stefano dell'amico e poeta Paolo Vachino è forse il ricordo più bello. Leggetelo qui.
 
Di Michele Marziani (del 01/03/2013 @ 06:02:50, in Letture, linkato 324 volte)

A chi ho prestato la mia copia personale de L'amo e la lenza di Mario Albertarelli?
Chiunque tu sia, penso sia ora di fare outing e restituirmelo. Te l'ho prestato perché mi sono fidato di te. Mi serve per donarlo alla nascente Biblioteca Mario Albertarelli.
Chi fosse semplicemente interessato a leggerlo, in versione digitale, può scaricarlo qui, gratuitamente. È un pezzo di Novecento sull'acqua, da non perdere.

 
Di Michele Marziani (del 13/05/2012 @ 17:56:45, in Letture, linkato 638 volte)

Si discuteva l'altra sera in una presentazione. Mi hanno chiesto: ma tu genere di romanzi scrivi? O, almeno, a quale filone letterario appartieni?
Io scrivo storie, ho risposto. Ma non è bastato. Sono stato incalzato. Mi è venuto in soccorso Paolo Vachino che conduceva la serata: Michele scrive storie di perdenti, magnifici perdenti italiani. Così ho inaugurato, senza saperlo, un genere, quello dei beautiful Italian losers.
Ho appena chiuso l'ultima pagina su La libreria dell'armadillo, romanzo fresco di stampa di Alberto Schiavone. Libro che si legge sorridendo qua e là, di fronte al disgregarsi di una libreria e, insieme, di un mondo, nel quale perdono tutti persino chi vince al Superenalotto. È un bel libro, da leggere.

English abstract: The poet Paolo Vachino says: what's the literary genre of Michele Marziani's novels? Michele Marziani writes about the Beautiful Italian losers. It's a joke, but I think La libreria dell'armadillo (The armadillo's bookshop), the new novel of italian writer Alberto Schiavone, is another book of this literary genre.

 
Di Michele Marziani (del 01/12/2011 @ 11:24:50, in Letture, linkato 480 volte)

Carlo Desideri è fotografo dallo scatto lieve, quasi prendesse immagini sottovoce, confidenze. Così l'ho lasciato nel suo libretto Sull'isola di Ventotene, così lo ritrovo e lo riscopro in Andata e ritorno - Treni stazioni paesi della Calabria errante dove le foto raccontano di un paese, di un tempo, di una fine, di un viaggiare. Lo fanno con una drammaticità leggera, che ti fa spostare lentamente, in seconda classe, appena appena scomodo dentro un secolo appena passato, una storia, una regione e una ferrovia la cui scomodità non riesce ad offuscare la bellezza. Compagno di viaggio, con le parole, gli è Francesco Adornato.

 
Di Michele Marziani (del 13/10/2011 @ 05:46:27, in Letture, linkato 316 volte)
La maggioranza dei vini, quasi tutti i liquori, e la totalità delle birre di cui ho evocato qui la memoria, hanno oggi completamente perduto il loro gusto, prima sul mercato mondiale, poi localmente: con i progressi dell’industria, come col movimento di sparizione o rieducazione economica delle classi sociali che erano rimaste a lungo indipendenti dalla grande produzione industriale; e dunque anche per il gioco delle diverse legislazioni statali che vietano ormai quasi tutto ciò che non è fabbricato industrialmente. Le bottiglie, per continuare a vendersi, hanno fedelmente conservato le loro etichette, e questa esattezza garantisce che le si possono fotografare com’erano; non berle. Né io né coloro che hanno bevuto con me ci siamo mai sentiti imbarazzati per i nostri eccessi.
“Al banchetto della vita”, almeno là buoni commensali, ci eravamo seduti senza aver pensato un solo istante che tutto quello che bevevamo con tale prodigalità potesse non essere poi rimpiazzato per quelli che sarebbero venuti dopo. A memoria di ubriaco, non si era mai immaginato che si potesse vedere il beveraggio sparire dal mondo prima del bevitore.

Guy Debord - Panegirico, terribile ma non si può non leggere.
 
Di Michele Marziani (del 11/10/2011 @ 14:21:03, in Letture, linkato 416 volte)

Sono percorso da una risata triste e irrefrenabile che esce spontanea anche quando invece ti verrebbe da dire: ma che razza di mondo è questo. È Belfast, Irlanda del Nord, strada popolare, Eureka Street, da qui escono i protagonisti del romanzo di Robert Mcliam Wilson che porta come titolo il nome della via. E dentro le pagine il seme dell'ironia come unico antidoto, anche morale, all'orrore degli anni in cui le lotte tra cattolici e protestanti insanguinavano la regione. Storia dura e scomoda, capace di puntare il dito sulla stupidità e renderla com'è: ridicola. Tra le letture imperdibili. Scoperto grazie a Fabio Masi, il bravissimo libraio di Ventotene.

 
Di Michele Marziani (del 04/10/2011 @ 06:02:09, in Letture, linkato 518 volte)

C'era il banco dei libri della Coop a Uva Libre, in Piemonte. E c'era il banco di Scritturapura, piccolissima casa editrice di Asti. Al banco della Coop stavo acquistando I pesci non chiudono gli occhi di Erri De Luca che mi accompagnasse in treno lungo la via del ritorno. Al banchetto di Scritturapura c'era però Francesca, che fa parte dello staff della casa editrice e va pure a vendere i libri in giro. Allora ho guardato Francesca e le ho chiesto: cosa mi proponi al posto di Erri De Luca per farmi Torino-Rimini sull'Intercity?
Olga la rossa, mi ha risposto. Così ho scoperto questo splendido, crudo e avvolgente romanzo dello scrittore olandese Jan Wolkers, in patria considerato uno dei grandi del Novecento e da noi sfuggito alle maglie dei grossi editori. Se avete amato Henry Miller siete pronti ad innamorarvi perdutamente.

 
Di Michele Marziani (del 01/07/2011 @ 07:04:09, in Letture, linkato 586 volte)
Ogni lettore, quando legge, legge se stesso. L'opera dello scrittore è soltanto una specie di strumento ottico che egli offre al lettore per permettergli di discernere quello che, senza libro, non avrebbe forse visto in se stesso.(Marcel Proust)
Ecco, leggendo Monterosa blues mi sembrava che Lorenzo Arco raccontasse, in una storia con qualche eccesso di fantasia, un po' della mia adolescenza, fatti (in parte) e luoghi (tutti) compresi.
 
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24/05/2013 @ 16.11.02
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