Michele Marziani appunti di viaggio Logo
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Di seguito gli interventi pubblicati in questa sezione, in ordine cronologico.
 
 
Di Michele Marziani (del 17/12/2009 @ 01:37:39, in Appunti, linkato 667 volte)
Mi sono sentito tirare dagli amici per la giacchetta: ma tu cosa pensi del ferimento di Berlusconi? Penso al lanciatore di souvenir, a una vita passata in mano ai servizi sociali, seguito da medici e psichiatri, braccato dalla normalità e adesso condannato ad essere ancor più seguito e più curato per un gesto, un gestaccio, di un momento, forse anche di un tempo, magari anche di un clima, come dice la destra. Ecco, provo affetto per quest'uomo segnato per il futuro. Quando si spengono i riflettori la fatica di vivere finisce nel dimenticatoio e ogni persona rimane sola con se stesso. Questa è la verità. Il resto è ipocrita, cinico, ammantato di un chiacchiericcio fintamente istituzionale. Un rumore sordo di parole, dichiarazioni e bollettini medici che non ho neppure voglia di ascoltare.
 
Di Michele Marziani (del 12/12/2009 @ 22:27:32, in Appunti, linkato 897 volte)
Tu mica la sai la vita di quelli che si sono sfiorati. Così ho saputo che Paolo Vittone era morto. Ma nel saperlo morto ho scoperto la vita densa dei suoi anni passati. Mi ero chiesto spesso in che angolo di mondo fosse finito quel ragazzo dal naso imponente e dalle idee prorompenti che aveva ospitato me, ragazzo dalle idee in fuga, nel suo garage, a dormire sui sedili della Prinz (o era una Simca?) a Sesto San Giovanni, di nascosto da sua madre. I palazzi della città ancora operaia martellavano il cuore. Era forse il 1980. Chi è nato allora adesso è già uomo, già donna. Avrei preferito ritrovarti da vivo.
 
Di Michele Marziani (del 03/12/2009 @ 08:40:16, in Appunti, linkato 807 volte)
Quando l'altro giorno ho detto che come primo mestiere faccio il papà dei miei figli ho suscitato un moto d'ilarità. E un po' me la sono anche presa. Se non fosse che qui tengo due figli perché dovrei vivere in una città come Rimini dove uno che scrive e si occupa di editoria non ha proprio quasi nulla da fare? Per il mare? Beh, non scherziamo... Allora come primo mestiere faccio il papà, come secondo lo scrittore. Anzi, per esattezza credo di essere uno scrittore che fa il padre. D'altra parte per scrivere ho tutta la vita, per stare coi miei figli solo il tempo in cui stanno crescendo. Un'occasione che non voglio perdere.
 
Di Michele Marziani (del 01/12/2009 @ 10:59:37, in Appunti, linkato 737 volte)
Harissa non è solo una salsa piccante magrebina ma un luogo del cibo, un'osteria, nel centro di Rimini. Un posto dove sono attenti agli ingredienti e alle persone, magari non cucinano come Rambo, ma ci si va sempre volentieri a mangiare o ad ascoltare musica o letture e presentazioni magari un po' alticce ma sempre interessanti. In più si spende il giusto, tendente al poco. Il locale è gestito da un gruppo di giovani che crede in quello che fa. Poi ci sono altre cose che contano: prediligono prodotti locali, naturali, bio o provenienti dal commercio equo. Infine è una cooperativa sociale, che vuol dire che ci lavorano anche persone alle quali altrove un lavoro farebbero fatica, stupidamente, a darlo. Harissa ha qualche problema economico: non è colpa di una cattiva gestione, né dell'andamento del mercato (sono sempre pieni), ma del commercialista (defenestrato) che ha sbagliato qualche conto. Il modo più intelligente per dare una mano ad Harissa e quindi trovare sempre un luogo amico quando si passa per Rimini è diventare socio della cooperativa. Bastano 25 euro. Si può fare cominciando a leggere qui e a scrivere a info@harissa.it
 
Di Michele Marziani (del 24/11/2009 @ 12:34:06, in Appunti, linkato 636 volte)
Il Duca d'Aosta sale le scale del Viminale, ha bisogno di parlare con Giovanni Giolitti ministro dell'interno, ma questi gli risponde: mi rincresce altezza, ma quando è mezzogiorno tutti devono andare a tavola... E se ne va a pranzo. Lo racconta Mario Soldati nella prima puntata di "Viaggio nella valle del Po", anno 1956. Oreste, che coltiva i cardi, dice a Soldati: qui quando è mezzogiorno tutti lasciamo il lavoro come sta e andiamo a tavola. Conclude Soldati: questa è una bella tradizione e io credo che questa tradizione sia il principio primo di una genuina gastronomia. Un'altra Italia, ben diversa da quella del ministro Gianfranco Rotondi con le sue idee sulla pausa pranzo.
 
Di Michele Marziani (del 23/11/2009 @ 12:04:06, in Appunti, linkato 592 volte)
La concorrenza nel mondo dei libri non si fa col prezzo. I piccoli librai che sono mediamente molto più in gamba di quelli delle grandi librerie chiudono perché non hanno i margini per fare gli sconti delle grandi catene. Il lettore ci rimette perché i prezzi sono mediamente più alti del 20-30% rispetto ad altri paesi. Motivo? L'oscillazione degli sconti: i libri hanno un prezzo di copertina che già prevede i possibili ribassi, mica son fessi gli editori.
Il prezzo fisso per i libri aiuterebbe non solo il pluralismo evitando le concentrazione , ma anche una concorrenza basata sul sapere fare, sulla conoscenza, sulle iniziative che ogni libreria è grado di mettere in piedi. Altrimenti io vado alle conferenze del libraio Y, ma poi i libri li compro all'ipermercato dove costano meno. Abbastanza vicino a queste posizioni è il Manifesto delle librerie indipendenti realizzato dall'Associazione librai italiani. Per questo l'ho firmato.
 
Di Michele Marziani (del 20/11/2009 @ 09:17:02, in Appunti, linkato 667 volte)
Ti ho vista sul balcone, talmente bevuta che ho pensato potessi cadere di sotto, tanto perduta da non sentire la voce, il saluto. Allora ho visto la tua vita galleggiare nel vino. Ci avevo pensato anch'io in un'altra esistenza, in tempi di cupezza, poi sono inciampato nel noto aforisma di Musil: se avete intenzione di affogare i vostri problemi nell'alcool, tenete presente che alcuni problemi sanno nuotare benissimo.
 
Di Michele Marziani (del 10/11/2009 @ 08:57:31, in Appunti, linkato 566 volte)
Me lo ricordo come ieri, seduto sui gradini di una piazza, mentre crollavano i pezzi del muro di Berlino, quel misto di euforia e di disincanto. L'euforia della libertà, il disincato di sentire, forte, nell'anima, che i muri prossimi futuri sarebbero stati muri non verso est, ma verso sud e sarebbero stati, soprattutto, muri invisibili. Che accozzaglia di sensazioni la storia. Che fregatura il tempo che fa passare vent'anni e non te ne accorgi. Mentre pensavo questo, alla cassa della Coop, ho incontrato un muro e ho fatto finta di non vederlo: quello tra la mia spesa e il carrello della ragazza del Ghana col bambino al collo, poco latte a lunga conservazione, primo prezzo, sei litri a 2 euro e qualcosa.
 
Di Michele Marziani (del 09/11/2009 @ 16:37:26, in Appunti, linkato 749 volte)
Ci incontriamo davanti alla scuola. Io in bici, lui appena sceso dall'auto. Come va? Come stai? Bene, grazie, e tu? Poi lui, l'altro papà, mi dice che suo figlio legge sempre. Ottimo, rispondo io. Ma scherzi? Con quello che costano i libri. Alzo gli occhi, guardo la macchina, è nuova: bella! dico. È stata un'occasione, chilometri zero, 34.000 euro. Fischia! Ma sai quanti libri ci compri a tuo figlio con 34.000 euro?
Lui mi guarda, sorride e va via. Beh, io mica gli ho detto che esistono le biblioteche che i libri li prestano, e pure gratis.
 
Di Michele Marziani (del 06/11/2009 @ 15:07:49, in Appunti, linkato 658 volte)
Ho appena messo il punto sull'ultimo racconto (potete leggerlo qui) contenuto nel secondo volume dei Sovversivi del gusto, in libreria a dicembre. Come a dicembre? Sì, a dicembre, scrittura in diretta. E non sarà l'unico mio libro a vedere la luce prima della fine dell'anno: arriverà sugli scaffali anche I sapori della terra di mezzo, un viaggio tra l'enogastronomia e la cultura materiale della Lomellina e della Valle del Ticino, a due passi da Milano, oggi, alla vigilia dell'Expo. Un viaggio reale, fatto a tappe lente, ma anche un percorso dell'anima, in compagnia delle pagine ruggenti, acquatiche, malinconiche a volte, di Gianni Brera e di Mario Albertarelli.
Ecco, dicevo, ogni volta che metto il punto, sento la schiena indolenzita e credo sia ora di guardare altrove. Magari il mare, oggi che ruggisce sotto la pioggia di novembre.
 
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