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Di seguito gli interventi pubblicati in questa sezione, in ordine cronologico.
Ho scritto libri perché gli amici si ritrovino, e i nemici si perdano. Se poi, perdendosi, i nemici trovano qualcosa per cui si trasformano in amici, tanto meglio. ( Michel Butor)
L'anarchismo, in tutte le sue forme, è un'affermazione della dignità e della responsabilità degli esseri umani. Non è un programma di mutamenti politici, ma un atto di autodeterminazione sociale.
Colin Ward - Anarchia come organizzazione, da leggere.
A leggere qui, sul bel blog Paramanubrio si scopre come una bicicletta possa essere stata protagonista della lotta di liberazione. Il velocipede in questione è una Umberto Dei, la protagonista del mio romanzo omonimo.
Stamattina mio figlio Ludovico è di fuori davanti a casa con una bomboletta di WD40, una paglietta quadruplo zero e abbondante olio di gomito che sta rimettendo a nuovo la mia Umberto Dei Imperiale. Classe 1952, la bicicletta, 1998 il ragazzo.
L’Italia sta marcendo in un benessere che è egoismo, stupidità, incultura, pettegolezzo, moralismo, coazione, conformismo: prestarsi in qualche modo a contribuire a questa marcescenza è, ora, il fascismo. Era il settembre del 1962.

Più la strada si avvicina a Domodossola più le fabbriche diventano grandi e dai camini esce il fumo. E non è un fumo bello. Alcuni camini hanno il fumo nero, altri degli odori densi che entrano nella macchina. In una fabbrica si vede il fuoco, tanto, come un’immensa fiamma ossidrica, altrove ci sono torri di ferro, tralicci, bocche di fuoco, camini, puzza... E in fondo la montagna, la neve, i ghiacciai, le cime. Come due mondi, dice papà che commenta. Ecco a sinistra una fila di case di montagna, tante, tutte uguali, sembra un villaggio svizzero, coi comignoli e le finestre con le persiane in legno... Sono le case della Sisma, spiega papà. Sono le case costruite per gli operai, per farli scendere a valle dalle montagne e farli vivere vicino alla fabbrica. La Sisma è un’acciaieria, una fonderia, qualcosa di simile. Un posto dove a lavorare si prende la silicosi, dice ancora papà. E poi si muore. E io non capisco perché ti costruiscono le case per farti morire...
È un frammento della lettura scenica Appunti per un paesaggio a cura di Isabella Bordoni, con la partecipazione di Paolo Vachino, realizzata sui testi dei miei romanzi con le illustrazioni in diretta di Gianluca Costantini. Qui gli altri disegni di Gianluca, qui il video di Appunti per un paesaggio andato in scena ad Ambiente Festival 2010.
La pesca alla valsesiana con le moschette finte costruite in piume d'uccello e la lenza fatta di crine di cavallo intrecciati non è un semplice metodo per pescare ma un tassello della storia e della cultura materiale della montagna italiana. A casa ho appesa dove lavoro la prima mappa di Otra, in Valsesia, disegnata alla fine del Settecento, già lì è ritratto, per indicare il fiume, un valligiano che pesca alla valsesiana. Sono contento che sia nato un sito dedicato a questo microcosmo che lega il fiume e racconta una storia che è anche di incontri tra culture: i primi pescatori a mosca della storia sono stati con ogni probabilità gli zingari con i quali i valsesiani sono probabilmente entrati in contatto. Il sito è questo: www.moscavalsesiana.it Dopo averlo visto potete leggere lo splendido Le due chiese di Sebastiano Vassalli (l'unico libro contemporaneo per il quale provo una sana invidia: avrei voluto scriverlo io) e partire per un viaggio pellegrinaggio in Valsesia. Disdegnate gli itinerari di tutti, risalite le valli laterali.
Infine appuntatevi che in autunno uscirà una mia raccolta di racconti legati all'acqua, alla montagna e alla pesca. Ma di questo avremo modo di riparlare.
Sì, il 12 (o il 13) giugno vado a votare per i referendum. Voterò sì a tutti i quesiti. Questo nonostante la seccatura di dover ricordare che già una volta avevamo detto, con un referendum, che l'energia nucleare non la si voleva proprio.
La biblioteca Gambalunga di Rimini ha promosso un'iniziativa per cui i cittadini possono regalare un libro alla biblioteca.
Domenica scorsa c'è stata la festa della lettura con i libri regalati in esposizione.
Mi ha raccontanto un'amica che tra i libri c'era anche il mio La signora del caviale, con dentro scritto: «Un grande scrittore riminese. Sara».
Non so chi sia Sara, ma certi complimenti sono davvero belli. Grazie.
Premessa doverosa: credo molto di più in Babbo Natale che nella rappresentatività della democrazia. Penso che il sistema politico amministrativo abbia ormai come unico obiettivo quello di alimentare se stesso. Quindi sarei propenso a non votare. Convinto che qualsiasi rappresentante sia in grado di non rappresentare né me né le mie idee al pari di un altro. Alle amministrative di maggio farò invece uno sforzo e entrerò nel seggio, a Rimini.
Voterò Fabio Pazzaglia, candidato sindaco di Sel e Fare Comune.
Non è una scelta politica, ma d'affetto politico: Fabio incarna una persona perbene, normale, con una vita anche più impegnativa di altre, in una città solitamente rappresentata da personaggi mediamente mediocri, spesso ahimè di sinistra, impegnati a sostenere soprattutto faccendieri, palazzinari, evasori fiscali, aridi (avidi?) commercianti e untuosi bagnini.
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19/06/2013 @ 3.47.22
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