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Di seguito gli interventi pubblicati in questa sezione, in ordine cronologico.

L'8 maggio è passato un anno da quando è morto Stefano Tassinari. Edizioni Alegre farà uscire quel giorno un suo libro che ho amato tantissimo: l'Amore degli Insorti. Della mia storia con quel libro ho scritto qui, ricordando Stefano. Assieme a Paolo Vachino e all'accompagnamento musicale di Kappa (al secolo Alberto Capannini) racconteremo di Stefano e del suo libro, la sera dell'8 maggio, alle ore 20,00, a Pesaro, alla libreria Il catalogo, in una vera e propria veglia letteraria. Venite, portate qualcosa da bene e da mangiare da condividere tra tutti.
Alla piccola biblioteca di Gozzano, paesino a sud del lago d'Orta, ci andavo da ragazzo a frugare tra i pochi libri quando non avevo il tempo di andare alla più grande biblioteca Marazza di Borgomanero. Ma andadoci scovavo comunque letture interessanti, prendevo in prestito i miei primi Kerouac, Big Sur nella collana della Medusa, e mi sono pure infantilmente innamorato della bibliotecaria. Cinquemila anime di paese, raccontato ne La trota ai tempi di Zorro, è un luogo che per me rimane sempre un po' casa.
Sarò alla biblioteca di Gozzano, anzi più precisamente alla Sala degli Stemmi del Palazzo Comunale, sabato 13 aprile, alle ore 16, a presentare la mia raccolta di racconti Un ombrello per le anguille, ma anche a dialogare col fotografo Daniele Ghisla e con lo scrittore locale Francesco Ruga autori del libro fotografico Gozzano 70 immagini di Daniele Ghisla di cui ho orgogliosamente curato la prefazione. Gozzano 70 immagini di Daniele Ghisla, edito dalla piccola casa editrice Widerholdt Frères sarà presentato in anteprima in quella occasione. Per me un'appuntamento davvero speciale. Con tè e pasticcini, questi ultimi offerti dalla pasticceria Mazzetti, vere e proprie golosità per l'adolescente che sono stato.
C'è tempo solo fino al 20 aprile per partecipare al Premio di narrativa Stefano Benassi, concorso per racconti inediti di lunghezza non superiore ai 5000 caratteri indetto da Università Aperta di Rimini in memoria di Stefano Benassi, professore di sociologia della letteratura all'Università di Bologna e sostenitore della scrittura popolare. A Stefano Benassi mi sono sentito sempre molto legato, motivo per cui ho accettato di presiedere la giuria del premio. Qui tutte le informazioni per partecipare.
L'anno scorso tra i vincitori c'era Milvia Comastri di cui sto leggendo Colazione con i Modena City Ramblers, bella raccolta di racconti da poco uscita per Historica edizioni.
Parafrasando il generale Sheridan l'unico cacciatore buono è il cacciatore morto? Oppure aveva ragione Mario Rigoni Stern a raccontare una vita più autentica con il fucile in mano all'alba alla ricerca degli urogalli?
Non ho mai sparato un colpo ma sono rimasto affascinato della caccia parlando da ragazzo con un barbiere di provincia che sparava solo ai beccaccini con il fucile monocolpo: una sola possibilità.
Michele Milani è amico sensibile e cacciatore perbene, sul quale metterei la mano sul fuoco (sull'arma da fuoco?). Sarà lui a raccontare le ragione dei bravi cacciatori che così poco hanno a che fare con gli sparatori della domenica. A discutere con lui Giampiero Semeraro, fisico da cacciatore romagnolo anche se cacciatore non lo è, animo da amante degli animali, faunista esperto ad appassionato. In mezzo starò io che non so sparare ma che non vorrei mai si perdesse l'epopea di una caccia in giacca di fustagno, attenta all'ambiente e agli animali.
Dopo il dibattito cena con mocetta di capriolo, cappellacci di daino, cinghiale in umido con polenta, lombata di daino con purè di topinambur e frutti rossi, tortina di lamponi. Ai fornelli Michele Milani. Ad accompagnare il tutto ci sarà lo splendido Il Cabernet dell'azienda agricola Delle Selve.
Accadrà al Rifugio Casa Ponte, il 20 aprile. Qui per saperne di più. Non mancate.

Si scendeva da Tredozio in auto verso la stazione di Faenza e Michele raccontava della Pasqua ebraica, delle uova bollite per ore in acqua aromatizzata, dei riti, della prima notte di luna piena per uscire anche senza i lampioni... La storia dell'umanità è una voragine che trascina i pensieri. Gli ebrei della Pasqua mi ricordano la bottega di Ferrara dove veniva realizzato il Caviale del Po. La ricetta, quella del cuoco degli Estensi Cristoforo di Messisbugo, prendeva successivamente vita nel ghetto ferrarese e imboccava nel Novecento la via dell'esilio con le leggi razziali. Tanto che un noto e goloso notaio ferrarese ritrova i segreti della preparazione del Caviale del Po nella comunità ebraica di New York.
Parte di questa storia si intreccia col mio romanzo La Signora del Caviale, un'altra parte si annoda invece a Capoccia grossa: lo storione del Po fra immaginario e cultura materiale, pubblicazione curata da Roberto Roda per il Centro Etnografico Ferrarese. Poi accade un fatto nuovo: un sapore caduto nel dimenticatoio, risorto solo sotto forma di mito, incontra Cristina Maresi e Gianni Tosti dell'agriturismo Le Occare di Runco. Qui, dopo tentativi durati anni, aiuti insperati di persone che emergevano dai più curiosi passati, il Caviale di Ferrara è ridiventato realtà. Sono ormai alcuni anni che un passo alla volta Cristina lavora le uova di ibridi di storioni Cobice (incrocio di Arciperser Naccarii e Arciperser Baeri) allevati lungo il corso del fiume Sile, sopra Venezia. Sono anni che ho la fortuna di essere tra quelli che hanno il privilegio di assaggiare la più preziosa delle reliquie gastronomiche del mescolarsi della civiltà padana: il cuoco degli Estensi, la vita miserabile dei pescatori della golena del Po, l'arrivo degli ebrei sefarditi, tutto in un cucchiaino di oro nero che vince persino il confronto con il caviale crudo di tradizione iraniana. Ecco, il prossimo autunno, a novembre, quando ci saranno di nuovo le uova di storione, alle Occare di Runco, organizzeremo una giornata dedicata alla rinascita del Caviale di Ferrara. Con chiacchiere intorno a La signora del Caviale, racconto della civiltà fluviale a cura di Roberto Roda, assaggio del risorto caviale di Ferrara e di storione del Sile. Quando?
Mica lo decidiamo noi quando le uova sono pronte, lo decidono i pesci e la stagione. A novembre, più o meno. Avremo modo di raccontarne. Per farlo stiamo anche scrivendo una piccola storia che speriamo sia in libreria per l'occasione.
Presentazione del libro Sovversivi del gusto, sabato 23 marzo, alle ore 18,00, alla libreria Giralibri di Argenta. Assieme a me e al libraio Gianluca Battisti ci sarà Mirco Mariotti produttore di vini delle sabbie, barriera colturale e culturale all'espansione del tristo lido delle Nazioni come diceva Luigi Veronelli. Poi Paola Fabbri con la sua ottima pasta biologica. Infine Cristina e Gianni che nella loro casa di campagna alle Occare di Runco coltivano tartufi e ospitalità. E hanno recuperato l'incredibile caviale ferrarese di storione del quale racconto anche nel mio romanzo La signora del caviale. Insomma ci sarà da far chiacchiere. E anche da spiluccare qualcosa accompagnati da un buon bicchiere di vino. Speriamo il ghiottissimo Fortana Dune appena messo in bottiglia da Mirco Mariotti.

Il colonnello restò seduto ad aspettare il nuovo giorno, e per la prima volta nella vita conobbe i rumori della foresta. Quella notte ce n'erano quindici. Il Procolo li contò ad uno ad uno.
1) Di tanto in tanto, vaghi boati fondi, che parevano uscire di sottoterra, quasi si preparasse un terremoto.
2) Stormire di foglie.
3) Cigolio di rami piegati dal vento.
4) Fruscio di foglie secche al suolo.
5) Rumore di rami secchi, foglie e pigne che cadevano a terra.
6) Una voce remotissima di acque correnti.
7) Rumore di un uccello grande levantesi ogni tanto a volo con alto frastuono d'ali (forse un gallo cedrone).
8) Rumori di mammiferi (scoiattoli o faine o volpi o lepri) che attraversavano la foresta.
9) Ticchettio di insetti che urtavano o camminavano sui tronchi.
10) A lunghi intervalli, il ronzio di una grossa zanzara.
11) Il fruscio presumibilmente di una biscia notturna.
12) Il grido di una civetta.
13) Il dolce canto dei grilli.
14) Urla e lamenti lontani di un animale sconosciuto forse assalito da gufi e lupi.
15) Squittii del tutto misteriosi.
Ma due o tre volte, quella notte, ci fu anche il vero silenzio, il solenne silenzio degli antichi boschi, non comparabile con nessun altro al mondo e che pochissimi uomini hanno udito. (da Il segreto del Bosco Vecchio di Dino Buzzati).
Questi e altri, saranno i Rumori nella notte che si potranno incontrare grazie ai preparatissimi Giampiero Semeraro e Marco Magrini nel week-end di storie e passeggiate notturne organizzate dall'Associazione Mario Albertarelli al Rifugio Casa Ponte di Tredozio, nel Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi dal 22 al 24 marzo. E i figli accompagnati da uno o più genitori pagano la metà, indipendentemente dall'età. Qui si può vedere la locandina con modalità e costi. Per ulteriori informazioni: info@rifugiocasaponte.it - Tel. 340 1571813.
Nel 2012 ho fatto 61 presentazioni di libri, tra quelle classiche il biblioteche e librerie e quelle, bellissime, nelle case private. Quest'anno ho chiesto alla mia agenzia letteraria di frenare le date. Ho bisogno di tempo e tranquillità per scrivere. Così ho pochi appuntamenti fissati, alcuni decisi tanto tempo fa. Vado a riassumerli: il 23 marzo sarò ad Argenta (Fe) alla libreria Giralibri a presentare Sovversivi del Gusto. L' 11 aprile presenterò Un ombrello per le anguille alla Biblioteca di Santarcangelo di Romagna (Rn). Stesso libro (assieme ad una sorpresa di cui parleremo più avanti) il 13 aprile alla Biblioteca di Gozzano (No). Per questa presentazione sono particolarmente emozionato perché Gozzano è il paese dove sono stato ragazzo (e nel quale ho ambientato il mio primo romanzo: La trota ai tempi di Zorro). Il 19 aprile l'unica presentazione privata di questo periodo: parlerò di Barafonda a un piccolo circolo casalingo di 8 lettrici.

A cosa serve un libro di cucina?
A volte ad avvicinare le persone curiose ai luoghi del cibo. È il caso del volume 50 Ricette/50 Rifugi, che contiene piatti semplici di cucina montanara raccontati dai gestori di numerosi rifugi alpini ed escursionistici sparsi per l'Italia.
Sabato 16 febbraio, alle ore 17,00, al rifugio Casa Ponte di Tredozio gestito dall'Associazione culturale Mario Albertarelli, ci sarà una presentazione del volume dove viaggerò tra le pagine del libro assieme alla curatrice Eleonora Saggioro e all'ortolano Gilberto Berardi. È una bella occasione per scoprire un rifugio nel cuore del Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi e c'è anche la possibilità, a seguire, di partecipare a una cena realizzata con alcune delle ricette contenute nel libro.
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