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Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
 
 
Di Michele Marziani (del 25/07/2008 @ 10:13:47, in Vino&Cucina, linkato 1624 volte)

Credevo di avere bevuto tutto nella vita: dall'imponente Opus One californiano ai Merlot svizzeri di Werner Stucky, dai vini delle alture contese del Golan, alle Malvasia di ogni isola del Mediterraneo, passando per i Bordeaux di tutti gli Chateux più famosi e pure di quelli un po' ignoti, in annate spettacolari e in annate da dimenticare, fino ad arrivare alla magia casereccia del Morellino Vigna I Botri primo vino italiano a Denominazione Comunale, una bottiglia che sembra un contadino dei primi del Novecento il giorno del matrimonio della figlia, sigaro acceso con giacca e cappello buono e mani callose che raccontano la terra...
Ho attraversato etichette di tutti i continenti incontrando persino stravaganti bottiglie indiane e cinesi, abbottonati rossi turchi e incredibili bianchi georgiani. Ho viaggiato nel bicchiere dall'Australia all'Algeria. Ho attraversato quasi tutte le valli minori italiane, le pianure, i monti, i mari guardando con curiosità ad ogni vigna... Poi un giorno mi arriva a casa la Guida ai vini della provincia di Frosinone curata da Massimo Roscia. La guardo stupito, metto a fuoco il titolo, la sfoglio... Ci sono cantine, vini, denominazioni d'origine onestamente mai sentite: Atina, Cesanese del Piglio, Cesanese di Olevano Romano... Ho bevuto laziale, anche tanto, anche bene, ma guardo vini e cantine uno ad uno: buio totale. Sarò mai stato a Frosinone? Certo che sì. E anche a Montecassino e a pescare le bellissime trote del fiume Rapido a Sant'Elia e dintorni. Eppure niente, mai incontrato un vino frusinate... Insomma, è tutto sbagliato, è tutto da rifare, come diceva Gino Bartali. Mi toccherà ricominciare da lì, da Frosinone.

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Di Michele Marziani (del 22/07/2008 @ 10:34:00, in Appuntamenti, linkato 783 volte)

Scorticata - La collina dei piaceri è il titolo della manifestazione che si volge a Torriana, paesino minuscolo (è tutto lì, come nella foto) arroccato su un'altura con vista sul mare a due passi da Rimini. Si snoda in tre serate, dal 23 al 25 luglio, ricche di cibi ghiotti (con tanto di produttori presenti a raccontarli), vini gustosi (anche qui i vignaioli hanno il piacere e l'obbligo di presenza), cuochi virtuosi e musicanti piacevoli. Da otto anni che in questo paesino dell'entroterra avviene un piccolo miracolo: si trasforma non nella solita sagra, ma in un posto dove stare bene in compagnia, fare cultura intorno al cibo. La differenza da tutte le festicciole e le finte baldorie d'entroterra la fanno Fausto Fratti e Stefania Arlotti dell'Osteria del Povero Diavolo che mettono a disposizione i lori saperi, le loro relazioni, perché il comune di Torriana diventi collina dei piaceri. Quest'anno a fianco di grandi salumi, di ottimi Sangiovese, di chef stellati, di maestri pasticceri, di virtuosi del jazz e del folclore argentino, ci sarà anche il piacere della lettura: siamo in tre autori, tre romanzieri, che abbiamo la ventura di vivere abbastanza nei dintorni di Torriana e di aver voglia di presentare i nostri libri alla Jacovitti, tra le fette di salame. A condurre le chiacchiere intorno ai libri l'amico giornalista Franco Fattori. Si comincia domani, mercoledì 23, alle 19, con La trota ai tempi di Zorro. Sarà probabilmente l'ultima volta che parlerò delle vicende di Stefano Baldazzi Morra, il protagonista e la prima che comincerò ad accennare alla storia di Arnaldo Scura, meccanico di biciclette e voce narrante di Umberto Dei. Il giorno dopo, giovedì 24, sempre alle 19, è la volta di Simona B. Lenic che racconterà il suo Setalux. Concluderà le chiacchiere con gli autori Claudio Castellani, venerdì 25, ancora alle 19 con il Marito Muto. Io sarò lì tutte le sere, Torriana è semplice da raggiungere per chi è a Rimini e dintorni e un bicchiere di vino buono da bere insieme è facilissimo da trovare...

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Di Michele Marziani (del 21/07/2008 @ 16:03:47, in Letture, linkato 1095 volte)

Non sarò breve. Mi guardo in giro sconsolato e so che che per leggere fino in fondo bisogna sedersi e versarsi una tazza di caffè. Vivo tra le scartoffie. Ho appena finito di sbocconcellare pane e tzatziki, accompagnato da un bicchiere di un profumato Chiaretto del Garda che si chiama La moglie ubriaca. Tutto consumato in uno spazio venti per trenta centimetri, appoggiando il computer per terra. Libri e cartacce mi assediano: è ora di fare un po' d'ordine. Lo faccio on line, in diretta. Le cuoche che volevo diventare di Roberta Corradin l'ho letto. Gastronomia come filo rosso, quasi pretesto, per attraversare un mondo al femminile. Davvero bello. Il cibo che amo leggere, lo metto in un angolo assieme al Ghiottone Errante di Paolo Monelli e Da leccarsi i baffi di Mario Soldati. Alla SDA per il pacco telefono nel pomeriggio. Buono sconto Feltrinelli, lettera provincia Forlì, programma Cartoon Club Rimini (è appena finito, cartoni animati, alcuni erano veri capolavori), Letteraltura Verbania e altre decine di cose passate, pseudolettere, comunicati, foglietti multicolore: cestino, sacco della carta, raccolta differenziata. Manifesto dell'Editore del XXI secolo di Sara Lloyd, via, come tutti i manifesti. Appunti e biglietti da visita di editori vari incontrati al Bookcamp, viticoltori di Terroir vino e produttori Sovversivi del gusto, nella scatola nell'angolo. Ecco, tiro fuori Breviario Mediterraneo di Predrag Matvejevic, ne sto scrivendo per la rivista Edison Square. Da quaresime lontane, di Giovanni Orelli, racconti che sono poesia pura scritti in italiano del Canton Ticino, diverso da quello dell'Italia. Da riparlarne. Il bambino e la città di Colin Ward, da leggere, profetico. L'Acquario dei cattivi, di Antonella del Giudice. Direi acquistato per sbaglio. Non ricommetterei lo stesso errore. Vale anche per Figlio di Dio di Norman McCarthy: inutile. Mi verso un altro bicchiere di vino, sembra impossibile tirarsi fuori dalla carta. La Stampa di sabato con Tuttolibri ancora da aprire. L'ospite incallito di Erri De Luca col cellophane da togliere. Giuliano e Diamante di Oreste Delucca, graziosa storia rinascimentale ritrovata (ritrovata?) da Oreste Delucca e pubblicata dal riminese Panozzo. Allo stesso editore devo anche Il registro della spia di Federicomaria Muccioli. Lo mette assieme a Necropoli di Boris Pahor, Acrux di Renzo Casali, Un gruppo di allegre signore di Alexander McCall Smith, L'inafferrabile Weltanschauung del pesce rosso di Fabrizio Gabrielli, tutti in pila d'attesa, uno sopra l'altro. Il tavolo misura 160x80 centimetri. Recupero l'affascinante lI pesci nel letto di Laura Pariani e lo ripongo in libreria assieme all'edizione einudiana de I ragazzi della via Pal di Ferenc Molnàr e Pastorale americana di Philip Roth. Che ci fanno sul tavolo? Mistero. Gastronovelle di Giorgio Pazzini è pieno di orecchie e scarabocchi, volevo scriverne due righe. Faremo. Così come guarderò il video Cinque attori per AMARE di Fabio Rossi, sfoglierò Mangiare di Romagna che non so cos'è ma è arrivato in busta imbottita... Oh, ecco dov'era finito l'IPod. Sotto alle chiavi, a due mezzi toscani, ad un po' di Post-it, a un telefono cellulare (sì, ci ho provato, ma con parsimonia mi tocca usarlo ancora...), tre penne, una Moleskine e una matita rossa e blu col temperino. Amo la carta, ma forse ha ragione Antonio Tombolini: molto di tutto questo potrebbe stare in un lettore di e-book, sigari compresi. Apro il computer, consulto l'agenda: mercoledì 23 a Torriana presento La trota ai tempi di Zorro. sarà probabilmente l'ultima presentazione prima dell'uscita del nuovo romanzo. Domani ne scrivo. Oggi basta così. Preparo un caffè. Il tavolo è talmente pulito, ora, che potrei anche mangiarci sopra. La foto me l'ha fatta Marco Salzotto. Ci sono, c'erano, anche le foto sul tavolo. Assieme a un disegno che mi ha fatto mio figlio Ludovico quando è passato di qui. C'è anche un suo libro: Vampiretto cambia casa. Buon ultimo trovo un manuale per riconoscere le erbe selvatiche che mi ricorda che è tanto tempo che non faccio due passi lungo il fiume, nella golena.

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Di Michele Marziani (del 15/07/2008 @ 14:52:59, in Scritture, linkato 2351 volte)

Ci sono pezzi di carta che sono pezzi di vita: così rigiro tra le mani il contratto appena firmato con Barbès editore per il mio secondo romanzo, in libreria nel prossimo autunno: Umberto Dei. Che non è una persona, ma una bicicletta. Anzi, un mito. “E intorno a lei si snoda la storia di Arnaldo Scura che lascia un remunerativo lavoro da broker finanziario per fare il meccanico di biciclette. Il negozio di Arnaldo a Milano, sul naviglio della Martesana diviene crocevia di incontri, amori, pensieri, avventure. Fino a tingere di giallo le vicende di Nas, giovane studente afgano, aiutante del protagonista nella riparazione delle biciclette...” Lo metto tra virgolette perché non è farina del mio sacco, ma di quello della giornalista Manuela Angelini, una delle lettrici in anteprima. Che dire? Sono contento.

Abbina un vino al libro se sei capace, mi suggerisce la vocina incosciente che mi porto dentro. Così vado col pensiero all'incredibile Montepulciano Cerasuolo 2007 di Cristiana Galasso, un vino conosciuto tra i Sovversivi del gusto (qui le cronache e qui le immagini della giornata sovversiva con vista sul Garda), ha il colore delle spremute d'uva e delle ciliegie croccanti di collina, ha la potenza alcolica per lanciare i pensieri e i profumi profondi per liberare le idee. È vino di frontiera, sospeso tra due mondi. Un po' come vogliono essere, cocciutamente, i miei libri.

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Di Michele Marziani (del 12/07/2008 @ 15:59:25, in Rimini&Dintorni, linkato 1175 volte)

A Rimini esistono almeno 54 persone reclutate dalla Protezione civile disposte a buttare via il loro tempo (qui i particolari) per andare a spiegare, armati di volantini, che comprare collanine dai negri e tatuaggi dai cinesi è un reato. Affiancheranno, vestiti di giallo fluorescente, i già folkloristici vigili urbani in tenuta da bagnini che pattugliano l'arenile in sella ai quod (quelle specie di mostricciattoli motorizzati a quattroruote) e la polizia di stato in mountain bike. Il tutto con la benedizione di una giunta davvero sinistra (non di sinistra o centrosinistra).

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Di Michele Marziani (del 11/07/2008 @ 10:26:56, in Appunti, linkato 741 volte)

Un decreto chirurgico rischia di cancellare il museo di Via Tasso, il Museo storico della liberazione che si trova a Roma nelle famigerate ex-carceri naziste. Un pezzo lacerante della storia d'Italia che non si può buttare via. Ma anche un indicatore della disattenzione dei tempi, oltre che dei legislatori.

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Di Michele Marziani (del 11/07/2008 @ 09:59:58, in Appuntamenti, linkato 721 volte)

Guarda sempre più spesso ad Est il lavoro del disegnatore Gianluca Costantini, fumettista dal tratto sensibile. Il 14 luglio lo troviamo a Pancevo, in Serbia, con la mostra degli originali di Channeldraw progetto in rete dedicato all'informazione disegnata, all'interno di GRRR! festival underground curato dal disegnatore serbo Aleksandar Zograf. Al termine concerto dei DZ DZ di Belgrado. Davvero un altro mondo, appena di là del mare qui di fronte.

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Di Michele Marziani (del 09/07/2008 @ 18:28:26, in Appuntamenti, linkato 836 volte)

Claudio Castellani ha macinato nella sua vita montagne di carta stampata, articoli, reportage, fino ad approdare ad una dimensione più narrativa dell'esistenza. Da Milano è andato a vivere in Romagna, a Torriana, colline dietro a Rimini, due passi da Santarcangelo. Ha cominciato a scrivere libri belli, romanzi – come il suo Marito muto uscito per i tipi di Marco Tropea – e ha aperto una piccola bottega di scrittura, la Scuola Rablé, dove nell'anno appena concluso mi sono trovato a insegnare anch'io, a parlare di scrivere della e nella natura. Sabato 12 luglio, a casa di Claudio, a Torriana, in via Polverella 18, dalle 20, c'è il Noblé di Rablé, festa di fine anno della scuola: cibi, bevande e un concorso letterario tra gli studenti dei vari corsi. È in collina e si sta bene, fa fresco. Ci vorrebbe un invito, ma voi venite, portate qualcosa da bere e da mangiare e dite Claudio che siete amici miei. In ogni caso io sono lì.

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Di Michele Marziani (del 08/07/2008 @ 19:45:46, in In bicicletta, linkato 882 volte)

Negli anni Ottanta a Rimini erano arrivati prima di tutti: una sfilza di biciclette per girare la città, a disposizione di chiunque, gratis. Gestione un po' alla garibaldina, bastava esibire un documento d'identità, a volte neppure quello e via, a pedalare. Un po' come spesso accade in Italia le bici sparivano, tornavano a pezzi e in città tutti deridevano il povero assessore che le aveva volute: Lino Vici. Lo prendevano in giro chiamando le bici comunali “viciclette” e scuotevano la testa per quell'idea così bislacca ed inutile in una città che poteva far vanto delle sue 2,5 autovetture pro capite. Poi il mondo ha cominciato a cambiare. Le bici pubbliche sono diventate un fiore all'occhiello delle grandi città europee, poi di quelle piccole, poi dei sobborghi, delle cittadine e, finalmente!, tornano anche a Rimini. Così dopodomani, 10 luglio, in pompa magna, alle 14,30, nella centrale piazza Cavour, si inaugura il Bike sharing cittadino. Motore dell'iniziativa l'assessore Andrea Zanzini. Le biciclette, tutte rosse, questa volta le chiameranno zanzinette...

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Di Michele Marziani (del 07/07/2008 @ 13:18:45, in Vino&Cucina, linkato 1661 volte)

L'agro è sapore bandito ormai anche dall'aceto che lo sarebbe per definizione. A che altro si dovrebbe il successo di quegli aceti caramellati che vengono chiamati balsamici? Inorridiscono i miei amici quando gli dico che in estate nelle campagne ci si dissetava con acqua e aceto, dice divertito il proprietario della Locanda del Pettirosso, rifugio collinare della gola per chi bazzica tra i litorali di Rimini e Pesaro. Lui chiacchiera ai tavoli, la moglie sforna manicaretti d'entroterra e io penso all'aceto grandioso di Pino Ratto, invecchiato 23 anni per far cantare le insalate e dissetare gli scettici. Vado con la memoria all'infanzia, la mia, dove acqua, aceto e zucchero era bevanda festosa. Poi torno alla potenza di grande vignaiolo di Pino Ratto, al suo Le Olive 2006, Dolcetto d'Ovada, così autentico da farsi amare anche per i difetti. Gemellaggio ideale tra le colline di un Piemonte minore e quelle nascoste nel retrobottega della riviera adriatica. Alzo un bicchiere, è acqua e aceto: viva la vita!
Scorro la libreria con la coda dell'occhio: La vita agra di Luciano Bianciardi, un libro da leggere.

Nelle foto, a sinistra Luciano Bianciardi, a destra Pino Ratto.

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23/05/2013 @ 20.52.41
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