Cena con doppia presentazione dei miei libri sul lago di Garda, a Gavardo (Bs), mercoledì 9 dicembre alle ore 20,30. Alla Trattoria Pegaso ritrovo storico dei Sovversivi del gusto presenterò il mio ultimo romanzo La signora del caviale e, in contemporanea, il secondo volume dei Sovversivi del gusto fresco di stampa. Sarà presente, oltre all'inossidabile oste Adriano Liloni, anche il fotografo Marco Salzotto.
Quando l'altro giorno ho detto che come primo mestiere faccio il papà dei miei figli ho suscitato un moto d'ilarità. E un po' me la sono anche presa. Se non fosse che qui tengo due figli perché dovrei vivere in una città come Rimini dove uno che scrive e si occupa di editoria non ha proprio quasi nulla da fare? Per il mare? Beh, non scherziamo... Allora come primo mestiere faccio il papà, come secondo lo scrittore. Anzi, per esattezza credo di essere uno scrittore che fa il padre. D'altra parte per scrivere ho tutta la vita, per stare coi miei figli solo il tempo in cui stanno crescendo. Un'occasione che non voglio perdere.
È difficile uscire di casa. Dove per casa s'intende il mondo di relazioni in cui si vive, le idee di riferimento, i luoghi del dire e del sapere. Comincia domani a Coriano, colline riminesi, Libertà come bene supremo, tre giorni che puntano alla mescolanza, allo scambio tra idee e persone che si ritrovano, uscite di casa, per condividere arti, pensieri, saperi, conflitti, storie e memorie. Una scommessa alta, molto alta. Quasi una vertigine. Sabato 5 ci sono anch'io: a parlare con Marco Aime, un antropologo, prima, e, dopo, con Gianluca Costantini, un disegnatore, e Elettra Stamboulis, una scrittrice. Tra le cose di cui parleremo c'è l'oriente, quello dell'Ammaestratore di Istambul. Con proiezione del video qui sopra. La sera il film su Demetrio Stratos, la voce che sapeva entrare sotto la pelle. Domani, giovedì 3 dicembre, Eyal Sivan, il regista israeliano che mette il dito nella piaga del conflitto israelo-palestinese, con l'anteprima italiana di Jaffa, the orange's clockwork. Poi Giovanni Leghissa, filosofo. Venerdì 4Matteo Cavalleri, giovane pensatore di frontiera. La sera Rosaria Lo Russo legge La libellula. Panegirico della libertà, di Amelia Rosselli...
Harissa non è solo una salsa piccante magrebina ma un luogo del cibo, un'osteria, nel centro di Rimini. Un posto dove sono attenti agli ingredienti e alle persone, magari non cucinano come Rambo, ma ci si va sempre volentieri a mangiare o ad ascoltare musica o letture e presentazioni magari un po' alticce ma sempre interessanti. In più si spende il giusto, tendente al poco. Il locale è gestito da un gruppo di giovani che crede in quello che fa. Poi ci sono altre cose che contano: prediligono prodotti locali, naturali, bio o provenienti dal commercio equo. Infine è una cooperativa sociale, che vuol dire che ci lavorano anche persone alle quali altrove un lavoro farebbero fatica, stupidamente, a darlo. Harissa ha qualche problema economico: non è colpa di una cattiva gestione, né dell'andamento del mercato (sono sempre pieni), ma del commercialista (defenestrato) che ha sbagliato qualche conto. Il modo più intelligente per dare una mano ad Harissa e quindi trovare sempre un luogo amico quando si passa per Rimini è diventare socio della cooperativa. Bastano 25 euro. Si può fare cominciando a leggere qui e a scrivere a info@harissa.it
Leggevo tempo fa di un'autrice di libri che aveva escogitato una forma di promozione molto curiosa: se compravi un libro te lo firmava, se ne acquistavi un numero cospicuo ti invitava a cena. Questo perché pare che il contatto con lo scrittore sia molto ambito. Mi sembra geniale. Anch'io! Non mi lascio influenzare per nulla dal fatto di non ricordare né autrice né libro ma solo la trovata pubblicitaria. Sono un autore poco noto e quindi mi adeguo. Doppio squillo di tromba. Rullo di tamburi e... Venghino, venghino lor signori:
- chi acquista un mio libro, uno qualunque, ha diritto a una firma omaggio, questo è ovvio, ma dev'essere dove sono io.
- ma chi acquista almeno due libri può richiedere la firma su appuntamento alla stazione di Rimini, se di passaggio, o, qualora fosse riminese, in qualche bar o locale del centro città.
- per la firma a domicilio valgono le seguenti regole: 5 copie a Rimini città, 10 in provincia, 50 in qualsiasi punto della regione, 100 in qualunque angolo d'Italia, 500 anche a New York.
- chi acquista 10 copie può invitarmi a cena, vengo volentieri. Oltre le 100 copie lo invito io, a casa. Al ristorante: 250 copie.
- una giornata insieme: 300 copie.
Chiedere preventivi per dediche speciali, con foto, con filmato, su Youtube, su Facebook, disegni autografi sul frontespizio, consegna brevi manu, con bacio, con rosa, inchino e/o baciamano, passeggiata sul lungomare (o sul lungofiume, o sul lungolago), partecipazione ad aperitivi, salotti mondani, cenette familiari, cenoni al ristorante, addii al celibato e/o nubilato e/o anche entrambi, con canzoncina (sconsigliata, sono stonato) o recita di poesia, su sgabello o senza. Tutto si può acquistare. Alle prime mille copie: bottiglia di Champagne dello sponsor (si faccia avanti uno sponsor, please) e due flute in omaggio. È il mercato bellezza...
Anche quest'anno a Milano la Terra Trema al Leoncavallo di Milano. Cento contadini, vignaioli, artigiani del cibo si incontrano per resistere all'omologazione, all'espropriazione dei territori, alle logiche della grande distribuzione. Vini e cibi buoni, autentici che parlano dei territori e raccontano l'Italia, come aveva sognato Luigi Veronelli. Dal 4 al 6 dicembre. Se riesco il 6 faccio un salto. Prima sono qui.
Si trova in libreria Il caro armato, volume che racconta costi e sprechi della difesa italiana. Tra le cose che si imparano leggendo c'è che i comandanti, intesi come graduati di ogni ordine e grado, sono più dei comandati, cioè dei soldati. Come dire: un esercito di generali. Questa massa di 190.000 persone al soldo dello stato, viene pagata, a parte i pochi in missione all'estero, per giocare alla guerra nei poligoni o passeggiare con la tuta mimetica nei centri storici. Credo sia il massimo degli sprechi. E non sono "i nostri ragazzi" come dice la pubblicità, sono dei signori moderatamente ben pagati per fare un gran brutto mestiere. Nel brutto di questo mestiere che hanno scelto loro c'è anche che qualcuno ti spari, ma come dire, quando ti arruoli non è che non ti passi per la testa. Fa parte dei rischi. E lo sai.
Senti il rumore della macchina da stampa, le pagine che escono dallo sferragliare della tipografia. Poi il silenzio e i grandi fogli vengono piegati come un origami, cuciti come in un ricamo, tagliati come in sartoria... L'odore intenso della carta. Sono le sensazioni che accompagnano la nascita di un libro. Sovversivi del gusto - volume 2, finalmente esiste. Il lungo viaggio che ho fatto quest'anno col fotografo Marco Salzotto per raccontare storie di un'Italia golosa e resistente: persone, intere famiglie, giovani, che hanno scelto di difendere la propria storia e il proprio legame con la terra, attraverso la produzione di vini e cibi eccellenti. Il volume sarà in libreria l'1 di dicembre, intanto c'è la copertina e la data della prima presentazione: lunedì 7 dicembre a Roma, a Eat-alia.
Il Duca d'Aosta sale le scale del Viminale, ha bisogno di parlare con Giovanni Giolitti ministro dell'interno, ma questi gli risponde: mi rincresce altezza, ma quando è mezzogiorno tutti devono andare a tavola... E se ne va a pranzo. Lo racconta Mario Soldati nella prima puntata di "Viaggio nella valle del Po", anno 1956. Oreste, che coltiva i cardi, dice a Soldati: qui quando è mezzogiorno tutti lasciamo il lavoro come sta e andiamo a tavola. Conclude Soldati: questa è una bella tradizione e io credo che questa tradizione sia il principio primo di una genuina gastronomia. Un'altra Italia, ben diversa da quella del ministro Gianfranco Rotondi con le sue idee sulla pausa pranzo.