La bottega delle biciclette lungo la Martesana
La bottega lungo il naviglio della Martesana ha deciso da sola di essere aperta. È successo una mattina mentre stavo andando al lavoro. Tutti i giorni: giacca, cravatta, valigetta. E bicicletta. Sì perché io vengo da Ferrara e a lavorare voglio andarci in bicicletta. Tanto più che avevo la fortuna di abitare lungo il percorso dell’unica pista ciclabile che c’è in città. Così la strada era sempre uguale: casa, via Castaldi, discesa ad attraversare via Pisani, poi corsa fino a via Melchiorre Gioia, naviglio della Martesana, alla fine il traffico di viale Monza fino in ufficio. Chi te lo fa fare? Chiedevano i colleghi. Non sapevo rispondere, non l’ho mai saputo. Poi quella mattina ho capito tutto. Ho forato. A metà del Naviglio. Avevo anche un appuntamento in ufficio. La bomboletta per riparare le gomme non l’ho mai voluta comprare. Spray moderni, lattice, schiuma, non so nemmeno che roba sia, nei copertoni della mia Umberto Dei. Non scherziamo, ho chiuso camere ad aria con mastici e pezze per tutta la vita. Però quel giorno ero a piedi. In ritardo. Ho chiamato, mi sono scusato. E ho cominciato a cercare. C’era una ragazza seduta nella casa dei ferrovieri, quella con i glicini. Le ho chiesto se sapeva dove fosse un meccanico di biciclette. Se avessi chiesto di un pornoshop l’avrei vista meno stupita. Non so. C’è un gruppo di case più avanti. E sul retro un circolo ricreativo, una chiesa. Chiedo a un gruppo di anziani. Ottengo in risposta ricordi: lì c’era il Nanni, laggiù uno che però era caro, da signori, subito dopo la guerra le biciclette beato chi le aveva... E adesso? Niente. Ho trascinato piano piano la bicicletta fino al ristorante greco. Ho sbirciato nel cortile della casa subito dopo e ho letto: affittasi. Ho chiesto se c’era la portineria, ma i portinai stanno scomparendo anche a Milano. Ho parlato con la proprietaria, mi ha detto che cura tutto l’agenzia. Ho legato la bicicletta. Sono arrivato in agenzia che erano ormai le dieci. Non la faccio lunga tanto è ovvio com’è finita: ho affittato l’ala sulla destra, subito dopo al portone, al di là della volta che porta alla casa vicina. La bottega ha preso il posto di un deposito di non so cosa.
Tratto dal mio romanzo Umberto Dei. Biografia non autorizzata di una bicicletta. In libreria.
English abstract: this is a passage of my novel Umberto Dei. Biografia non autorizzata di una bicicletta (Umberto Dei. Unauthorized biografy of a bicycle).
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