Pubblicare coi piccoli editori, non con Mondadori
Può uno scrittore perbene continuare a pubblicare con Mondadori? Questa in fondo è la domanda. Troppo facile, direi ovvia, una risposta moraleggiante. C'è però un'altra questione: alcuni autori tengono famiglia e Mondadori, come gli altri grossi nomi che dominano il mondo dei libri, sono in grado di sfamare meglio le famiglie. Non sia mai che si debba far morire di fame uno scrittore...
Però, però, molti autori anche assai famosi che pubblicano con Mondadori (o, anche, con altri grossi nomi dell'editoria, legati o meno a Berlusconi, ma comunque in posizione dominante rispetto al mondo dei libri) si sfamano già altrove, campano bene, in alcuni casi benissimo, di altri mestieri. Mi chiedo allora se non avrebbe senso, mi viene da scrivere senso civico, addirittura civile, per molti di loro, che spesso si dicono pure democratici, avanzati, progressisti, persino di sinistra, provare a far progredire non le voci dei padroni ma le decine di ottime piccole case editrici alle quali il loro nome potrebbe fare da traino.
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