Piegato in due dal ridere (non so trattenermi, neppure al cinema...) e commosso dal fascino struggente di una storia così delicata e profonda, a cavallo del secolo e delle emozioni, ho pianto... Che film Il concerto, sospeso tra risate liberatorie e un filo che fa vibrare le corde del cuore come quelle del violino. È questo il "vero comunismo", dice il maestro Andrei Filipov e sulla note di Tchaikovsky si attraversa l'Europa, come una ferita da rimarginare.