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Tra i sapori di terra e di mare e le musiche di Pousseur
Di Michele Marziani (del 17/09/2007 @ 12:02:40, in In viaggio con Butor, linkato 570 volte)

Cene d'autore, abbiamo chiamato così gli incontri gastronomici con Michel Butor. Perché lui è autore di libri, mentre i ristoratori che hanno accettato la nostra provocazione, invitatelo a cena!, sono gli autori dei menu che presentano il territorio e i suoi prodotti. così ieri sera gli infaticabili, è il caso di dirlo, Michel e Marie Jo Butor al ristorante la Canonica di Casteldimezzo (Pesaro) si sono calati nelle ripide cantine dopo una giornata che li ha visti alle prese con le scale, tante, della Rocca malatestiana di Cesena. Veramente la curiosità per le cose del mondo e la joie de vivre non hanno età, come la cultura e la creatività. Parliamo anche di libri, di scrittura, di lavoro tra un piatto e un altro, ma è impossibile anche immaginare la grandezza della produzione di Butor che per ritrovarsi, nel senso di trovare i propri lavoro, utilizza un sistema d'archiviazione delle proprie opere: oltre 1.600 (sì, avete letto bene, milleseicento) libri, comprendendo anche le riedizioni, ma non le traduzioni. Ed è incredibile quanto poco noto sia da noi uno scrittore di tanta potenza produttiva, oltre che creativa. In Italia, l'ho già detto ma mi ripeto per stupore, ci sono una decina di libri tradotti, ma uno solo in commercio: La modificazione, riproposto da Fandango Libri nel 2006.

Ma torniamo agli altri autori, quelli del cibo, per dire che alla Canonica di Casteldimezzo, il giovane patròn Andrea Rignoli, il suo vice e sommelier Davide Marino e lo chef Stefano Bragina, sono riusciti a stupirci con piatti eleganti realizzati con pesci poveri, Butor è rimasto incantato dai wafer di triglie agostinelle (cioè giovani, di agosto) con pomodori confit e puré d'avocado. Non da meno i filetti di triglia di scoglio al testo con ristretto di carote e spezie su un letto di cous-cous o i saporitissimi passatelli alle canocchie e vongole. Sulle vongole è stato facile capirci, ma su le cigale de mer prima di arrivarci ho dovuto fare dei disegni. Ad accompagnare una serata di grande cucina affacciata sull'Adriatico marchigiano l'incredibile metodo classico riserva 1998, spumante da uve Verdicchio dell'azienda Colonnara. L'ennesimo esempio che anche le cantine da tanti numeri sanno fare, se vogliono, meraviglie. Poi un'altra leccornia enologica lo Zahir 2006, vino prodotto nella zona di Matelica con uve Malvasia, Trebbiano e Passerina che Michel Butor ha annotato con grande scrupolo. Conclusione con la Rebola passita Torre del Poggio di San Giovanni in Marignano (Rimini, estremo sud della Romagna) anche in versione da santificazione, non in commercio, prodotta in botti di castagno non riempite interamente, alla toscana.

Stasera, 17 settembre, altra importante incontro con la cucina, questa volta della Romagna, nella splendida cornice di Torriana al ristorante Il Povero Diavolo (nella foto), una vera perla gastronomica incastonata in un paesino tra le rocce. Domani sera, 18 settembre, invece, un'altra perla, questa volta musicale ed artistica: Voix et vues planetaires, lettura-concerto con musiche di Henri Pousseur (ritratto nell'immagine qui sopra, di Hélène Pousseur) e regia del suono dal vivo di Elise Simoens, testi poetici letti da Michel Butor e proiezioni video. Alle ore 21,00, al Teatro Petrella di Longiano, sempre nel cuore della Romagna.