Busseto, Parma. Giulia, mia figlia, è andata in giro a lungo con una bella maglia con la scritta: “Io vivo in Emilia Romagna”. Era una scritta orgogliosa. Non è campanilismo. E nemmeno retorica: sulla sponda destra del Po (le rive di un fiume si definiscono con le spalle alla sorgente e lo sguardo al mare), in Emilia, in questa Emilia tra Reggio e Parma, si sente di stare in una regione più viva e più vissuta. Un luogo dove le contraddizioni possono armonizzarsi, dove è normale, rientrando la sera sentire dibattiti in dialetto e in qualche lingua africana, tutti portati avanti con grande pacatezza. Qui le biciclette non le rubano. Tra Mantova e Rovigo consigliavano lucchetti e catene, tra Reggio e Parma ti dicono chiaro che nessuno tocca nulla. Vero o falso che sia si sta bene in questo chiacchierare emiliano di grandi parmigiano reggiano e di aceto balsamico tradizionale di Reggio Emilia.
Persino le vicissitudini quotidiane, quelle cose noiose che una volta superate si possono pure non raccontare, sembrano più leggere quando cominci a respirare il profumo di tigli che conduce al centro di Busseto, capitale verdiana, ovvero dedicata al musicista, anzi al maestro, Giuseppe Verdi: “Il maestro è nell’anima e dentro all’anima per sempre resterà...” Qui la Padania è silenziosa e ordinata, le lucciole sono quelle che si accendono e spengono a intermittenza. Cicale e civette lontane dicono che è bello scrivere sulla veranda. Oggi è domenica e il racconto si ferma qui. Sono così stanco che gli occhi si chiudono e mi sento trasformare in un animale mitologico, un po’ anguilla un po’ maiale, un po’ vacca frisona, un po’ pesce gatto... Un po’ di riposo mi chiama. Domani si va avanti, a pedali. Prima tappa, dietro l’angolo: Polesine Parmense, alla ricerca del culatello, quello buono.
Nelle foto, di Stefano Rossini, ci sono io, in alto, tra le migliaia di forme di Parmigiano Reggiano che stagionano nel Caseificio Sociale Castellazzo fondato nel 1900 a Campagnola Emilia. Sopra il giovane Andrea Bezzecchi tra il suo aceto balsamico tradizionale di Reggio.
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