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L'incredibile nocciola d'alta Langa
Di Michele Marziani (del 21/08/2008 @ 00:06:43, in Tra i Sovversivi del gusto, linkato 1457 volte)

Si poteva anche essere asini al tempo della scuola, ma non si può dimenticare che le pagine di Cesare Pavese e di Beppe Fenoglio erano più belle di altre, in qualunque antologia. Non che altri scrittori valessero meno e che in loro c'era un po' di questa asprezza delle Langhe così evidente quando risalendo lungo il torrente Belbo, o arrivando da Alba, la "capitale", i vigneti lasciamo il posto ai noccioleti. Siamo nell'alta Langa, dove la terra si fa più dura, e la nocciola si fa gentile, la Tonda Gentile delle Langhe, la meraviglia che profuma i gianduiotti, rende indimenticabili le creme da spalmare, fa sognare i bambini davanti alle vaschette del gelataio. Di tutta la regione, la patria della nocciola che qui ha il marchio Igp Nocciola Piemonte, è Cravanzana, comune in sponda destra del torrente Belbo, colline di Langa tutte a noccioleti. A Cravanzana Emanuele Canaparo assieme al papà Emiliano e alla mamma Angela Dotta hanno deciso di lavorare da soli il raccolto, dando vita a Nocciole d'elite, marchio che nasconde un'azienda agricola per nulla elitaria. Sì, agricola: signori contadini, che parlano tra loro in piemontese perché il dialetto e un valore da non perdere, che misurano il terreno a giornate (ce ne vogliono tre per fare un ettaro) e ti introducono nel mondo dei noccioleti, nella lotta senza quartiere all'agrilo, insetto nemico che insedia sotto la corteccia... Emiliano Canaparo parla dei noccioli come fossero figli, poi si rende conto, si ferma, quasi si scusa: io amo le piante... Ecco l'uomo. Della stessa pasta è fatto Emanuele che s'accende quando parla dei macchinari che sgusciano, seccano, separano per calibro... Gli uomini selezionano, riscelgono, scartano, questione di occhio, di mano. Per nocciole perfette che nel piccolo laboratorio di casa finiscono tostate, sottovuoto, da sgranocchiare, da lavorare in pasticceria, da tuffare nel miele... Poi la pasta di nocciole, dal profumo che travolge, dall'aroma intenso, denso, potente dei dolci dei nostri sogni. Poi ancora, la farina, la granella, ingredienti per gelati, per torte, per cioccolato sopraffino, per pezzi di storia del territorio. Di fronte, nel senso della collina dalla parte opposta, dal circolo Ca' del Cucù di Arguello l'occhio si perde nella valle del Belbo e si posa inevitabilmente sui noccioleti di Emanuele e della sua famiglia. Il vento spazza i pensieri. Marco Salzotto scatta. Qui, sul suo sito, altre immagini di questa avventura tra i Sovversivi del gusto, nel retrobottega dell'Italia golosa.