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Nell'orto del Pian Bosco
Di Michele Marziani (del 20/08/2008 @ 12:16:03, in Tra i Sovversivi del gusto, linkato 888 volte)

Siamo partiti. Il viaggio con il fotografo Marco Salzotto tra i Sovversivi del gusto è iniziato con una passeggiata tra le zucche, le file di peperoni di Cuneo, le erbe aromatiche che crescono spontanee, le susine Santa Clara, le pere Madernassa, i noccioli, le casine per gli uccelli tra gli alberi da frutta, gli insetti che fanno la gioia dei bambini in visita con la scuola. Si cammina a passo lento nella pianura piemontese, tra Fossano e Bene Vagienna, con la benedizione del Monviso, il monte dell'ovest, il padre del Po. Così si arriva al bosco, a un laghetto tra alberi e canne, con il casotto degli attrezzi che in piemontese chiamano ciabòtt. Allora ti giri e lo guardi Andrea Giaccardi, ne cogli l'anima da folletto, da agricolture che coltiva sogni e sa venderli al mercato. Lui, è l'anima dell'Orto del Pian Bosco, azienda agricola biologica che produce ortaggi, frutta, raccoglie le erbe spontanee, confeziona salsa di pomodoro che profuma d'antico, dei fine agosto dell'infanzia, sottoli, sottaceti, creme, conserve, composte, frutta sciroppata... Tutto in mano ad Irene Giaccardi che assieme a Manuela Nicola, la moglie di Andrea rappresenta il nucleo storico di questa cascina che è al tempo stesso scrigno di sapori e di natura. Tutto prodotto secondo le antiche ricette di casa, quelle tramandate dalla nonna alla mamma, quelle che ognuna ha la sua. Così i peperoncini sono ripieni di capperi e olive e cantano in bocca, mentre la composta di ramasìn e miele porta la memoria a sapori dimenticati perché le susine damaschine, queste sono i ramasìn o ramassìn, sono un'esperienza, un guizzo di cultura agricola prima ancora che un sapore. E infatti L'orto del Pian Bosco è esperienza nella natura, fattoria didattica, laboratorio di sapori veri, di conserve antiche, anche di semplicità estrema, ma vere, come la frutta e la verdura raccolta e venduta ogni giorni nel piccolo negozio dove perché arrivi qualcuno dai campi bisogna suonare il clacson. Allora ti viene incontro un sorriso. E guardi verso le cipolle. E vedi lavoranti di colore. Sono amici, vengono dal Burkina Faso e dal Mali. Sono bravi. E sono in regola. Piccola precisazione di civiltà. civiltà contadina.

Nella foto di Marco Salzotto, siamo nello spazio della cascina per le lezioni della fattoria didattica dove questi giorni c'è una mostra sul Burkina Faso. Con me, da sinistra, il cane Golia (di spalle), Andrea, il giovane Marco e Manuela.