Ho tirato fuori la mia Umberto Dei Imperiale da dietro alla catasta delle biciclette in un fondo dove il sole entrava soltanto per sbaglio, la luce era poca, lo sporco per terra tanto. L’odore di copertoni, camere d’aria, caucciù, pezze, mastice, a volte arrivava talmente forte da far rimpiangere le Nazionali di Luigi, il meccanico, sempre accese, sempre appese, in bilico ad un angolo della bocca. Lui è stato il mio eroe da ragazzo. Ognuno aveva il suo, al cine, nei fumetti, tra i campioni dello sport. Il mio era Luigi, piccolo, magro, fascio di muscoli, vena al collo evidente, capelli scomposti, tenuti insieme da grasso e sudore, altro che brillantina. Lui sapeva sorridere come nessuno. E insegnava a colpi di tosse.
Davvero vuoi verniciarla?
Sì, è la mia prima bicicletta vorrei che fosse nuova. Guarda che queste nuove non le fanno più, Umberto Dei se n’è andato a costruire biciclette all’altro mondo.
Ma mi aveva detto lei che le facevano ancora...
Sì, le fanno, ma non sono le stesse... Comunque, tra sabbiatura, forno, vernice, devi trovare degli altri soldi, mica pochi. E le cromature poi chi te le fa?
Ma la devo tenere vecchia così?, ho chiesto spazientito. Mi ha risposto la risata a denti gialli di Luigi: queste sono capolavori, non sono vecchie mai. Ci vuole solo olio di gomito. Olio di cosa? Vabbé, sei ancora un bambino e mi arriva uno scapellotto sopra il ciuffo... Fatica, intendo. Fine delle parole. Tra le mani una spugna e un barattolo di nonsocosa, denso, puzzolente, bianchiccio, quasi una malattia. Sgrano gli occhi e lui: si fa così. Via di crema e spugna e olio di gomito, di collo, di ginocchia sbucciate a forza di stare in terra per stringere la forcella. Ci vogliono almeno trenta ore di lavoro per riportare in superficie la vernice di una Umberto Dei. L’ho imparato nel 1974. È così anche oggi. Alla fine eravamo irriconoscibili: il telaio della mia bicicletta, le mie ginocchia, i muscoli delle braccia. Nell’antro scuro di Luigi ero diventato un piccolo uomo. In un’estate, lucidando una bicicletta. La mia.
Tratto dal mio romanzo Umberto Dei. Biografia non autorizzata di una bicicletta. In libreria.
English abstract: this is a passage from my novel Umberto Dei. Biografia non autorizzata di una bicicletta (Umberto Dei. Unauthorized biografy of a bicycle).
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