Per i temoli poi basta spostarsi ad est di Milano, sull'Adda, sulla Muzza, per trovare ancora qualcuno di questi pesci profumati di timo, di cetriolo, di buccia d'anguria, di... Non l'ho mai capito. Ogni volta che ne catturo uno, dopo averlo toccato, infilo le narici tra le mani, ingordo, solo per sentirmi rassicurato: non sa di pesce, ma di qualcosa di vegetale, intenso, profondo che ricorda davvero il timo o forse il cetriolo. Il temolo è una sorta di pesce miracoloso dalla pinna colorata e veleggiante, nuotatore muscoloso, eroico.
Pochi pinnuti sanno impossessarsi della corrente con la caparbietà del temolo e solcarne le vene tentando la fuga da un piccolo amo, un uncino spesso a spillo, attorno al quale è costruita una piccola camola artificiale.
Tratto da L'epopea della camolera, nel libro Un ombrello per le anguille, la mia raccolta di racconti sull'acqua. In libreria.
English abstract: this is a passage of my new book of short stories Un ombrello per le anguille (An umbrella for eels).
Michele, la generazione di "a pesca coi campioni" esiste ancora, ma oramai vive solo di ricordi! mi hai fatto riprovare sensazioni antiche, grazie.
Di
nicolò
(inviato il 23/05/2012 @ 14:39:19)
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