Carezza e asprezza, come la vita
La città è alle spalle, sonnacchiosa. La strada comincia a farsi montagna, si vede dalle costruzioni di pietra, dalla legna ai margini dei casolari, dalle curve, da quel filo di fumo che attraversa l'aria... È vallata di castelli, resti e vestigia di un passato illustre, rocche arcigne a custodire frontiere di altri tempi, cuore d'Appennino, crinale tra regioni. La tappa al forno con la serranda mezz'alzata è un obbligo, una liturgia, per acquistare il pane caldo, fatto con la farina del mulino spinto ad acqua.
Masticano in silenzio, sono in due nell'auto, un padre e un figlio.
Riprendono la strada, lasciano la valle principale per raggiungere un affluente. Le luci, le prime, li sorprendono in ritardo. Potevano fermarsi a valle, pescare dove il fiume è grande, ampio. Invece no, sono qui, vicini alle sorgenti, dove il torrente sobbalza e ricorda che la montagna è carezza e asprezza. Come la vita.
Tratto da Un ombrello per le anguille, il mio libro di racconti appena uscito in libreria.
English abstract: this is a passage of my new book of short stories Un ombrello per le anguille (An umbrella for eels).
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