Io vivo qui, tra due acque
Sento il saluto, la carezza, la porta che cigola mentre si chiude. È bastato un attimo, il secondo in cui Jelena è uscita, ed è entrato l'odore del mare. Stasera è scirocco, spazza via il profumo di mota che fa il fiume d'inverno e porta in casa le onde. Io vivo qui, tra due acque, e l'umore me lo racconta il vento. Ho tutto quello che mi serve, mi dico spesso guardando fuori, ma so benissimo di mentire. Questo ti insegna l'età: a riconoscerti quando sei bugiardo. Ho una vita di merda, questa è la verità, in un posto orribile, l'unico che posso permettermi. Vivo in casa di mia madre e ho cinquantotto anni. Per fortuna che mamma è morta e in casa ci sto da solo. Anzi a dirla tutta, all'epoca dei fatti, sì mi piace chiamarla così, l'epoca dei fatti, come direbbero i carabinieri, non avevo nessuna intenzione di venire a stare qui. Ho provato a venderla la casa sul fiume. Dovrebbe dare almeno una mano di bianco, mi ha detto l'uomo dell'agenzia. Ma io credevo che il salmastro piacesse e comunque non avrei avuto i soldi nemmeno per la pittura. Invece il salmastro non piace e l'alternativa era vivere in stazione.
A parlare è Franco Botteghi, pediatra scoperto senza laurea, protagonista di Barafonda, il mio nuovo romanzo.
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