Ho saputo tardi e quasi per caso, della morte di Colin Ward. Qualunque cosa penseranno della loro educazione i miei figli da grandi (cavolo, mi correggo, Giulia con i suoi 19 anni è già grande), sappiano che, da parte di padre, un mio testo di riferimento, per capire chi fossero e dove andassero e come fosse necessario lasciarli andare, è stato Il bambino e la città. Leggendolo ho messo in discussione molto del mio modo di vedere il vivere dell'infanzia. Così sono riuscito a pensarmi spesso anarchico grazie alle idee di Ward sull'anarchia. È come aver perso un papà, anzi uno zio, del pensiero: tocca pensare sempre più da soli.
Interessante "Il bambino e la città", non lo conoscevo. Interessante e davvero condivisibile. I bambini che giocano in strada sono ormai scomparsi e non è certo un bene...
Di
manuela
(inviato il 13/03/2010 @ 09:50:54)
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