No, non voglio parlare anch'io di crocifissi, ma di libri. Andrea Bezzecchi è un amico e non ho saputo dirgli di no quando mi ha chiesto di leggere il manoscritto di un giovane aspirante scrittore. Me lo sono fatto mandare, il titolo era orribile (non lo dirò mai, neppure sotto tortura), ma già dalle prime pagine ci si infilava in un Piemonte che a me piace e in un'epoca, quella napoleonica, piena di un fascino vetusto e autunnale. Bella storia, porca miseria, ben scritta. Un po' circolare, ma intrigante, un mistero storico, a cavallo tra superstizione e leggenda, lungo un secolo, l'Ottocento. Una vicenda quasi vera, di una famiglia esistente, ambientata in un luogo che ancora oggi si può visitare, bada a raccontarmi Claudio Galletto, l'autore, il giorno che ci siamo incontrati al bar di Paolino, a Fossano, lungo il vialone. Incontro di provincia, in un pomeriggio di passaggio, io ero lì nel Cuneese non ricordo per cosa e Claudio Galletto mi ha raggiunto dal suo Monferrato. Bene, ho proposto il manoscritto a due editori che stimo. Cult è arrivato prima e così oggi è in libreria In nome della croce, romanzo di esordio di Claudio Galletto, la mia prima scoperta letteraria. Il problema è che si è sparsa la voce e ho una pila altissima di inediti, da leggere con calma.
Il video su YouTube è decisamente migliorabile, lo stesso vale per il sito, ma rende l'idea del contenuto del libro.