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Flavio Calabria e i salumi che si riconoscono dal profumo
Di Michele Marziani (del 31/08/2008 @ 18:42:28, in Tra i Sovversivi del gusto, linkato 2001 volte)

Certo, i salumi di Flavio Calabria li puoi trovare nel negozietto di Muscoline, gestito ad ampi sorrisi dalla moglie Silvia, punto vendita di diversi agricoltori della Valtenesi e dintorni, con tanto di bandiere della Coldiretti piantate davanti alla porta. Ma per capire fino in fondo i profumi di prodotti che sembrano avere nel naso, nella dolcezza olfattiva, il marchio di fabbrica, serve salire sulle colline, dove ci sono i maialini all'ingrasso e il laboratorio norcino. A due passi dal Garda lo sguardo arriva fino a Brescia da questo cortile di casa contadina senza fronzoli, senza orpelli. Così come è l'uomo, Flavio Calabria, semplice, diretto, appassionato di un mestiere ereditato dagli zii che seguiva da bambino quando andavano di casa in casa a macellare maiali e a far salumi. È un altro sapere del Novecento scomparso, quello del norcino a domicilio. Le regole salutiste del terzo millennio hanno piastrellato tutto, anche i ricordi. A Flavio però è rimasta la mano che è un po' mantovana, perché lui è nato a Castiglione delle Stiviere e un po' bresciana perché è qui che vive e lavora i suoi salumi. Che siano buoni lo senti già dall'odore nell'aia che non è quello acre degli allevamenti moderni, ma quello intenso di maiali nutriti con orzo, granturco, soia, crusca... Li segue sin da piccoli, i maiali, in allevamenti amici a Montichiari e poi li porta i in collina, quelli che servono, all'ingrasso: arrivano che pesano 60 chili, rustici Large White dalla carne soda e diventano salami a 180, 190, chili. Il peso ideale, sentenzia Flavio. Negli insaccati ci finiscono la carne, il sale, il pepe, la cannella, quel pizzico di salnitro che è conservante usato da sempre e il tempo, tanto tempo, quello che serve ad asciugarli, a rendere i profumi irresistibili, quasi un marchio di fabbrica. Più di tre mesi ci vogliono per un salame di stampo bresciano, a grana grossa, che è un capolavoro di norcineria lombarda, dove finisce tritato tutto il meglio del maiale, cosce comprese. Nelle cantine stagionano poi la coppa, così dolce da far invidia alle migliori piacentine, la pancetta, il salame coi lardelli di guanciale, quello di lumache... Di che cosa? Di lumache, molluschi di terra, mescolati all'impasto, idea di un allevatore della Brianza, rivelatasi vincente al taglio. Basta provare. Con il legno d'ulivo, nelle serate d'inverno si affumicano lardo e lonzino. Lonzino che si fa anche in concia di vino, il rosso Groppello locale, come alcuni salami. Sapori di sartoria, su misura per palati passionali, viene da pensare assaggiando la bresaola di asino, altro salume da brivido, da sogno.

Questa è una nuova tappa del viaggio che sto facendo con il fotografo Marco Salzotto tra i Sovversivi del gusto. Chi si fosse perso qualche puntata può leggerla qui.

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# 1
peccato per il salnitro che è causa di parecchi malanni...si possono fare anche senza, ci vuole un po' di fortuna nella stagionatura...
Di  bacco  (inviato il 01/09/2008 @ 00:11:00)
# 2
Michele, il salnitro è un nitrato, non un nitrito. Sono moltissimi i norcini artigiani che lo utilizzano da sempre, da almeno due secoli, con molta parsimonia (e sulla parsimonia di Calabria si può mettere la mano sul fuoco). Eliminare il salnitro richiede un salto culturale che richiede tempo. Che richiede convinzione. Che fa paura perché i rischi ci sono. Flavio Calabria è tra le persone che attorno a queste cose ragionano, vengono da una tradizione e stanno entrando in un mondo nuovo, lavorano maiali propri, sono attenti, potrebbero provare, lasciamoli il tempo. Ovviamente senza demonizzare una pratica che è comune alla stragrande maggioranza dei salumieri, anche quelli artigiani, anche quelli bravi. L'industria che usa carne pessima abbonda e mescola i terribili nitriti con i nitrati. Detto, questo, la coppa di Flavio è all'altezza delle migliori piacentine, credimi. Ci vediamo presto da Bacco: - )
Di  Michele Marziani  (inviato il 01/09/2008 @ 14:16:54)
# 3
I nitriti sono sicuramente peggio dei nitrati, ciò non toglie alcuni problemi...relativamente alla coppa, tocchi un tasto dolente. Se la vuoi buona (come me la ricordavo da piccolo) non la trovi. Qualche privato se la mette ancora in qualche cantina di collina e se la dimentica almeno un anno e mezzo, ma è cosa rara da far impallidire le asl locali ; - )
Oggi le celle di stagionatura e le diete hanno ridotto un gran salume ad un insaccato vulgaris...purtroppo.
vedrò di trovare qualcosa di adatto per la fine del mese, ma non contiamoci troppo
Di  Bacco  (inviato il 01/09/2008 @ 15:30:28)
# 4
Tranquillizzo io Bacco: Flavio di E 252 ne usa così poco che praticamente non si sente. I suoi prodotti hanno sapori dimenticati, di roba che non esiste più. La coppa è di una spontaneità che commuove.
Di  Tommaso Farina  (inviato il 01/09/2008 @ 17:32:59)
# 5
sono peggio di san tommaso.... fatevi avanti col porco dunque. Io ci metto il vino, il pane e la casa...
Di  Bacco  (inviato il 02/09/2008 @ 10:19:06)
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