
Siamo partiti. Il viaggio con il fotografo Marco Salzotto tra i Sovversivi del gusto è iniziato con una passeggiata tra le zucche, le file di peperoni di Cuneo, le erbe aromatiche che crescono spontanee, le susine Santa Clara, le pere Madernassa, i noccioli, le casine per gli uccelli tra gli alberi da frutta, gli insetti che fanno la gioia dei bambini in visita con la scuola. Si cammina a passo lento nella pianura piemontese, tra Fossano e Bene Vagienna, con la benedizione del Monviso, il monte dell'ovest, il padre del Po. Così si arriva al bosco, a un laghetto tra alberi e canne, con il casotto degli attrezzi che in piemontese chiamano ciabòtt. Allora ti giri e lo guardi Andrea Giaccardi, ne cogli l'anima da folletto, da agricolture che coltiva sogni e sa venderli al mercato. Lui, è l'anima dell'Orto del Pian Bosco, azienda agricola biologica che produce ortaggi, frutta, raccoglie le erbe spontanee, confeziona salsa di pomodoro che profuma d'antico, dei fine agosto dell'infanzia, sottoli, sottaceti, creme, conserve, composte, frutta sciroppata... Tutto in mano ad Irene Giaccardi che assieme a Manuela Nicola, la moglie di Andrea rappresenta il nucleo storico di questa cascina che è al tempo stesso scrigno di sapori e di natura. Tutto prodotto secondo le antiche ricette di casa, quelle tramandate dalla nonna alla mamma, quelle che ognuna ha la sua. Così i peperoncini sono ripieni di capperi e olive e cantano in bocca, mentre la composta di ramasìn e miele porta la memoria a sapori dimenticati perché le susine damaschine, queste sono i ramasìn o ramassìn, sono un'esperienza, un guizzo di cultura agricola prima ancora che un sapore. E infatti L'orto del Pian Bosco è esperienza nella natura, fattoria didattica, laboratorio di sapori veri, di conserve antiche, anche di semplicità estrema, ma vere, come la frutta e la verdura raccolta e venduta ogni giorni nel piccolo negozio dove perché arrivi qualcuno dai campi bisogna suonare il clacson. Allora ti viene incontro un sorriso. E guardi verso le cipolle. E vedi lavoranti di colore. Sono amici, vengono dal Burkina Faso e dal Mali. Sono bravi. E sono in regola. Piccola precisazione di civiltà. civiltà contadina.
Nella foto di Marco Salzotto, siamo nello spazio della cascina per le lezioni della fattoria didattica dove questi giorni c'è una mostra sul Burkina Faso. Con me, da sinistra, il cane Golia (di spalle), Andrea, il giovane Marco e Manuela.
iniziato l'itinerario!.....un piccolo commento ad ogni tappa Michele? chi ben inizia e' a meta' dell'opera. buon lavoro Adri.
Accipicchia! è una grande semplice idea. Mi piacerebbe fare qualcosa di simile anche sul Monte Pisano coinvolgendo i numerosi sovversivi del gusto presenti.
contatta Michele o Marco Salzotte o me parliamone.
Di
Anonimo
(inviato il 20/08/2008 @ 13:30:08)
Ancora e sempre Piemonte, come Pollenzo proclamatasi l'Università del Gusto, come Torino che ospita il Salone del Gusto medesimo. Due domamde allora. La prima, perchè il Piemonte ha questo rapporto così stretto con il gusto e quindi con il piacere che ne è il padre padrone? A me che da romagnolo viaggiatore i piemontesi ricordano sempre solo sacrificio ed "obbedire tacendo", perchè dunque Michele il Piemonte? La seconda. C'è un rapporto, io spero di no, fra i "Sovversivi del Gusto" ed il palato istituzionalizzato fatto di accademie e saloni dove in realtà se non hai l'invito giusto te ne stai lì a beccare briciole come i passeri d'inverno? Per quanto mi riguarda, insieme ad un amico marchigiano di mare, alle ultme due kermesse a cui siamo stati per lavoro trascinati nella rinomata accademia, al gran mogol che ci diceva per quale verso avremmo dovuto mangiare i formaggi disposti nel misero piattino e quali sapori avremmo dovuto per forza sentire, quelli e non altri, abbiamo risposto trangugiando e bevendo secondo il nostro personale gusto, un gusto che rispondeva al nome di fame e di insofferenza al clichè imposto, un po' come se nel momento in cui ti avvicini smanioso all'amata, qualcuno da dietro ti dicesse cosa fare, come farlo e che piacere provare..Con la degustazione del cioccolato abbiamo fatto anche di meglio..il barolo chinato da sorseggiare centellinandolo l'abbiamo tracannato come si fa con il sidro nelle Asturie..un piacere in quel caso veramente unico..una condizione personale poi poco consona al clima austero, ma sicuramente più felice per entrambi, un po' come il se il Bacco di Caravaggio fosse finalmente venuto a portare un po' di scomiglio e di vita in quel luogo in cui anche godere richiede una triste moderazione.
Di
maurizio
(inviato il 20/08/2008 @ 17:19:59)
sign. maurizio le assicuro che il problema non sussiste vada a vedere le foto dell'ultimo raduno.....I sovversivi del gusto sono una piccola associazione indipendente ed assolutamente priva di qualunque imposizione, sopratutto a tavola.Venga tranquillo a pascolare sui nostri prati.
Maurizio, per quel che riguarda il Piemonte in discorso è davvero lunghissimo. Lo farei volentieri davanti a una bottiglia di vino. Diciamo che è un mix di storia, opportunità, testardaggine, fortuna e, so che molti mi tireranno accidenti ma credo sia vero, vicinanza con la Francia. Quanto ai Sovversivi, beh direi che ti troveresti veramente a casa...
Hei, non ti dimenticare del mirtillo nero dell'appennino emiliano, la mia terra: è prodotto IGP. E poi le tigelle, il pecorino puro e altre diavolerie degne di slow food e da buoni internditori. Buon viaggio a tutti
Di
mirto
(inviato il 21/08/2008 @ 20:56:34)
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