La sciocca guerra del comune di Rimini contro il Paz
Rimini è ancora la città delle vacanze, dei gelati e delle bandiere cantate da Fabrizio De André. è quasi impensabile che qui ci sia un centro sociale occupato, un piccolo laboratorio antagonista, un rifugio per pensieri marginali. Il Paz é un luogo importante per equilibrare una città che ama mostrare soprattutto lustrini rosa e nani e ballerine a fine anno. Qui, al Paz, sono passate idee e persone che non trovavano spazi altrove, sono nate piccole cose utili, come il manuale di autodifesa legale per venditori abusivi. Poche regole pratiche scritte dall'amica avvocato Paola Urbinati per gli immigrati che incorrono nella forza pubblica quando vendono chincaglierie. Insomma per persone che hanno una vita dura anche senza polizie.
Il Paz usa a volte linguaggi non piacevoli, urticanti, fastidiosi, ma è spazio utile, di pensiero non convenzionale, occupa una piccola scuola in disuso, quasi in campagna, ai margini della periferia.
Ora il comune ha deciso lo sgombero. I motivi sono di ordine formale perché la Rimini di governo vive da un tempo infinito di una burocrazia grigia e gommosa capace, in silenzio, di far morire i luoghi della memoria, sgomberare i centri sociali, permettere che i suoi cittadini stranieri facciano file insostenibili, far crescere cemento senza criterio e mostrare i muscoli con chi non sa difendersi. Profilo basso, progetti avveniristici e mai avvenuti come la ricostruzione del teatro, sorrisi in tv e poca voglia di ragionare oltre il naso. Basterebbe guardare, non dico la luna, ma almeno il dito, per immaginare che forse anche un po' di antagonismo fa bene e il Paz potrebbe benissimo restare lì dov'è.
Vedi, caro Michele,
non sono d'accordo. Sui problemi che citi, ok, ci sono tutti. Ma al Paz non è stato vietato nulla: solo si chiede loro di trovare un luogo legale dove fare le loro attività. E tra l'altro, il Comune ha proposto loro 18 diverse soluzioni, tutte respinte.
Altrimenti chiunque, che ritenga di fare qualcosa di utile, può decidere di occupare uno stabile o una stanza del Comune (o di casa tua o mia) e pretendere di esser lasciato lì in nome di una qualunque utilità o diversità.
Samuele Zerbini
Vedi Samuele, sta proprio in fondo il punto: credo che chiunque non abbia casa abbia il diritto di occuparne una vuota. E la scuolina dove sta il Paz era vuota e non ci si faceva nulla. La legalità è una facile scusa, ma viviamo in un paese, l'Italia, e, se mi permetti, anche in una città dove la legalità non è né un valore diffuso né perseguito. E certe illegalità, se così si vogliono chiamare, si possono tollerare benissimo o metterle, come meritano, all'ultimissimo punto dell'ordine del giorno.
A Rimini il concetto di legalità è forte solo in alcune persone, oneste per formazione e tradizione familiare.Nel pubblico, la legalità è sempre stata 'aggiustata' (v. permessi edili facili, clientele di tessera nelle assunzioni, e via discorrendo);robetta, rispetto a luoghi in cui l'illegalità detta legge,ma pur sempre un sistema impreciso e buono solo per chi lo ha saputo cavalcare. Ora,ai giovani va insegnata di contro la legalita' completa, senza 'se' e senza 'ma'. Rimane il fatto che talvolta, paternalisticamente, si possa addivenire a compromessi 'tutelati'. Non ho seguito la questione del 'Paz ', ma forse valeva la pena che qualche amministratore intelligente dialogasse per bene con questi ragazzi. Del resto, in situazioni educative o pseudo si sono spesi miliardi, un vero buco nero di denaro pubblico, per correggere il cosiddetto'disagio giovanile',quasi sempre con esiti dubbi e confusi. Ora, se questi ragazzi il loro disagio se lo governano da se', non si potrebbe sfruttare l'occasione al meglio? http://annarosabalducci.blogspot.com
Due cose mi preme sottolineare perché non si cada in inutili equivoci: io credo che realtà come il Paz siano necessarie, siano cerniere di resistenza, non cose da "ragazzi". Un laboratorio occupato esprime un nodo non sciolto della società, non un disagio giovanile. Secondo non credo che un dibattito sulla legalità abbia senso a partire dal Paz. Intorno a ben altre cose si dovrebbe discutere.
Per me quelli del Paz, del Leoncavallo, di tutti questi posti che piacciono a Marziani sono solo gente che non ha niente da fare. E' ora che qualcuno lo dica.
Di
Orazio
(inviato il 07/06/2008 @ 22:20:24)
Zerbini vergognati.Sai benissimo comè andata!
Di
NIcola
(inviato il 08/06/2008 @ 13:02:08)
Scusami, ma la tua risposta mi pare un po' saccente. Se vogliamo parlare con tranquillita' va bene,altrimenti va bene ugualmente. Primo:eri stato tu a tirare fuori la parola 'legalita', e io non credo sia parola da applicare solo alla macro- cronaca.Basta guardarsi attorno:l'illegalità è per strada,agli uffici postali, ai supermercati,a scuola,è una cultura dell'approssimazione ,del'tengo famiglia', eccetera. Quindi, visto che l'argomento era questo, mi pareva interessante applicarlo qui. Secondo ,il concetto di 'ragazzi' non necessariamente si riferisce ad un'eta' anagrafica,ma anche e soprattutto ad una tipologia di persone che si rifiutano di crescere, che scambiano il cielo con il prorio cervello e dicono 'mio', 'mio' come i bambini che fanno le bizze . Ben altra è la strada, anche per vincere su alcuni dei famosi 'nodi irrisolti'. Cordiali saluti http://annarosabalducci.blogspot.com
Ok, adesso mi metto in un angolo e mi vergogno un po', Nicola Quidem.
Detto questo, Michele, è proprio un educazione, anche per questi ragazzi: chi gli vieta niente? Si prendano uno spazio in affitto, come fanno tutti, e facciano la loro attività: non ha senso tollerare uno e essere inflessibili con un altro.
E anche per loro, pagare per fare le proprie attività significa confrontarsi con le responsabilità, con le scelte, con le difficoltà di tutti.
Samuele
Samuele, intravedo del paternalismo in quello che scrivi, legittimo, se tu avessi l'età. Non farti più vecchio di quello che sei...
Per Zerbini: forse, se in questo paese ridicolo, si garantissero salari adeguati...la tua affermazione avrebbe un senso. Visto che non è così...e la cultura non si misura con la grassezza del portafoglio...l'affermazione "si prendano uno spazio in affitto" è priva di senso.
Per Orazio: a Roma abbiamo da poco un sindaco fascio ma di fronte a dichiarazioni come la tua...mi sembra un compagno. Chiunque definisca "nullafacente" colui che opera in un centro sociale, pecca semplicemente di ignoranza, nel senso etimologico del termine.
Per Michele: a Roma - ne scrissi tempo fa - abbiamo avuto lo stesso problema con il Rialto Santambrogio che, per ora, è riuscito a sopravvivere nonostante le continue minacce.
Di
Massimo
(inviato il 09/06/2008 @ 00:19:48)
Alla fine lo sgombero c'è stato. Ne ho scritto qui: http://www.michelemarziani.org/appuntidiviaggio/articolo.asp?articolo=139
Disclaimer L'indirizzo IP del mittente viene registrato, in ogni caso si raccomanda la buona educazione.
|