Aspetta primavera, Bandini
Già è difficile passare dall'infanzia all'età adulta attraverso quella ragnatela di sentimenti impossibili da dominare che va sotto il nome di adolescenza. Ancor più è complicato farlo se sei povero, sei un immigrato italiano in America, ami il baseball più di qualsiasi altra cosa al mondo (o quasi) ma è inverno e non puoi giocare. “Aspetta primavera, Bandini”, è il consiglio che ti arriva dai compagni di scuola quando al primo disgelo proponi un allenamento. Ed è questo - Aspetta primavera, Bandini - il titolo del romanzo che per John Fante segna l'esordio letterario nel 1938. È il libro che sancisce l'ingresso di Fante nel mondo degli scrittori “veri”. Realizzazione di un sogno più volte dichiarato e narrato. Ambizione che talvolta sembra infantile, quasi cialtronesca, come lo sono tutti i romanzi di Fante, scrittore che non si può non amare per quel prurito da maglietta di lana sulla pelle che tutti i suoi libri sanno dare. L'ho molto immaginato, Fante con i suoi sogni, girando per la Fiera del libro di Torino.
Che grande compagnia i libri di Fante, che sorrisi e che empatia con i suoi personaggi talmente umani da materializzarsi in figure da sempre conosciute : il muratore alcolizzato, la casalinga devota e maltrattata ma comunque unita e fedele al marito fino al punto di morte, lo scrittore inquieto con l'ingombro di una famiglia " problematica" che gli scombina l'esistenza, la fatica, le liti, la miseria e la sete di vino e di vita. I personaggi di Fante sono fra quelli che ho sentito più vicini fra i personaggi della letteratura
Di
stefania
(inviato il 12/05/2008 @ 11:37:36)
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