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Se i furgoncini del distributore sono riusciti a fare il loro lavoro nonostante la neve e il gelo oggi troverete in tutte le librerie il mio nuovo libro che racconta un viaggio tra memoria, cibi e nostalgie ne Il paese dei Ghiottoni seguendo le orme di Fabio Tombari, affascinante e discusso scrittore dimenticato del Novecento. Cliccando qui si può scaricare gratuitamente un assaggio del volume in formato Pdf.

Mondaino è sotto la neve e la presentazione del mio libro Il paese dei Ghiottoni prevista per il 5 febbraio è stata rimandata a domenica 1 aprile, sempre alle 18,00, sempre alla Sala del Durantino all'interno della Rocca Malatestiana di Mondaino. Segnatevela, perché la data dell'1 aprile non è uno scherzo, abbiamo pensato che a Fabio Tombari sarebbe piaciuta molto.
A causa della neve che cade abbondante a Santarcangelo è stata rimandata a data da destinarsi la presentazione del mio romanzo Barafonda prevista per domani, giovedì 2 febbraio in biblioteca.

Vite da Barafonda è il titolo dell'intervista pubblicata oggi, 1 febbraio, dal Corriere Romagna dove parlo con la giornalista Anna Battistini del mio ultimo romanzo Barafonda.
Stefano Benassi era prima di tutto un amico, una persona cara, una delle poche che conosco che credeva davvero nella scrittura, come modo di raccontare il tempo, la vita e anche di stare insieme. Non a caso insegnava sociologia della letteratura all'Università di Bologna, lui che per mantenersi agli studi, mi raccontava una volta, scaricava i bancali alla Coop. E insegnava scrittura creativa in diverse libere università e associazioni. Il corso che tengo a Rimini a Università Aperta è una sua eredità perché Stefano è morto tre anni e mezzo fa. Ed è a lui che Università Aperta di Rimini ha voluto dedicare un premio internazionale di narrativa inedita del quale ho l'onore è il piacere di presiedere la giuria (della quale, tra gli altri, fanno parte anche l'agente letterario Carla Casazza e l'amico scrittore Angelo Ricci). È un premio piccolo, semplice, per racconti brevi. Un premio popolare, aperto a tutti. Non so se servirà a scoprire talenti, ma sicuramente sarà un premio pulito, dove a vincere saranno i migliori. Come sarebbe piaciuto a Stefano. Cliccando qui si può scaricare il bando. Scade il 20 aprile 2012.
Nuova presentazione nell'entroterra riminese del mio romanzo Barafonda alla biblioteca comunale Antonio Baldini di Santarcangelo di Romagna, giovedì 2 febbraio 2012 alle ore 21,00. Le presentazioni alla biblioteca di Santarcangelo sono sempre state tra le più interessanti. Anche l'appuntamento del 2 febbraio si presenta bene visto che a farmi da spalla sarà l'amico scrittore Claudio Castellani, fondatore e direttore della scuola di scrittura Rablé. Se siete in zona non mancate.
Tra i luoghi attraversati dal mio libro Il paese dei Ghiottoni (in libreria dal 2 febbraio) ce n'è uno che un po' più di altri è il paese dei Ghiottoni. Si tratta di Mondaino, borgo arroccato tra Romagna e Marche, ai piedi del quale, a Rio Salso di Mondaino, lo scrittore Fabio Tombari ha passato la parte più lunga della sua vita. Ed è proprio qui, a Mondaino, che ci sarà la prima presentazione del libro Il paese dei Ghiottoni, domenica 5 febbraio, alle ore 18,00, nella splendida Rocca Malatestiana. Con tanto di presenza dei sindaco Fabio Forlani e dei tanti altri amici mondainesi che mi hanno dato una mano nella scoperta del territorio e della figura di Fabio Tombari. Non mancherà qualcosa da mettere sotto i denti, visto l'argomento del libro. Venite, sarà una bella occasione.
I Ghiottoni sono cittadini del mondo, ma siccome amano il retrobottega della vita abitano e frequentano posti come Frusaglia, nelle campagne tra i fiumi Metauro e Marecchia, dal mare al Montefeltro, luoghi dove il tempo va piano, dopo c’è sempre l’occasione per sedersi a tavola, per leggere un libro, per giocare a tressette, per mettersi a cantare. Un posto che c’è e non c’è, un paesotto immaginario ma con riferimenti reali.
A sera ci ritroviamo in case grandi di campagna a recitare poeti ad alta voce, condire tagliatelle con i piselli di maggio, arrostire cipollotti e galletti sullo spiedo, sfogliare curiosi un libro recuperato in libreria o dal rigattiere, a dire ai bambini di filare a letto salvo poi insegnargli a intagliare il sambuco con il coltello vietato. Sospesi sul mondo, sempre pronti a prendere in corsa un aquilone e volare via, ci piace tornare là dove abbiamo amici, porte di casa, profumi familiari, affetti e affettati. Stupiti, mica stupidi, di fronte alla vita, golosi, non ingordi, battezzati da un grande scrittore di paese come FabioTombari, ma anche Ghiottoni senza averlo letto mai.
È la presentazione in quarta di copertina de Il paese dei Ghiottoni, il mio libro in uscita il 2 febbraio 2012.

Esce il 2 febbraio in tutte le librerie Il paese dei Ghiottoni, il mio nuovo libro. Non è un romanzo ma neppure un saggio, né tantomeno un libro gastronomico. È un racconto di viaggio e di cucina, tra la memoria, le biblioteche, i sapori e i luoghi bellissimi del Montefeltro, realizzato seguendo le orme di un grande scrittore dimenticato del Novecento: Fabio Tombari. Un piccolo caos narrativo che credo valga la pena di leggere, specie in questi tempi di grandi cambiamenti.
Non è la prima volta che ritorno in questo palazzo dagli uffici aperti, open space si chiamano, che tutti vedono tutto e ascoltano, se vogliono, gli affari degli altri e gli impiegati sembrano indaffarati davanti a un computer che impedisce il contatto visivo. Non serve guardarsi in faccia, quello che importa è riempire il campo giusto, non inciampare nelle variabili del database. Questo ho capito e questo tento di fare. Anche oggi, di nuovo, con i miei ormai tanti anni, davanti a un ragazzo dalla voce sicura.
Provi a ripetere, con calma, non salti nessun passaggio. Mi segue?
Certo che la seguo, dove potrei andare altrimenti?
Solo che l'uomo del centro per l'impiego non capisce. Continua a ripetere le stesse domande e io non ho nuove risposte.
Rifacciamo: perché cerca lavoro?
Perché sono disoccupato.
Da quanto tempo?
Da un anno, più o meno.
Bene, fin qui ci siamo. Che mestiere faceva prima?
Il pediatra. Il medico pediatra.
Benissimo. Titolo di studio?
Maturità classica.
Non prende la mascherina, vede, i due dati non coincidono. Non riesco a dare l'invio, non posso inserirla nel database... È sicuro di non aver fatto altri lavori?
Sicuro. Ma, mi scusi, non può mettere che sono sempre stato disoccupato?
Ma lei non ha mai lavorato?
Sì, ho lavorato, ma almeno il database non inciampa.
Mi dispiace, non posso farlo.
Come non può farlo?
No, se poi si venisse a sapere, mi deve capire, insomma, passerei qualche guaio.
Ma il guaio, comincio a scaldarmi, è che io così non riesco a entrare nei vostri stramaledetti elenchi e non posso trovare un lavoro.
Si calmi.
Sono calmo.
Non è vero, è agitato. Forse dovrebbe parlare con lo psicologo del lavoro. Le prendo un appuntamento?
Ci sono già andato tre volte.
Cosa le ha detto?
Che sono ancora in forze e mi serve solo un po' di positività, ma vorrei vederla lei, la psicologa, ad essere positiva e in mezzo a una strada. Una cosa esclude l'altra...
Guardi che la dottoressa Gardoni è molto preparata...
Io non discuto che sia preparata, vorrei solo mettermi in lista per un lavoro.
Finché non mi dà delle risposte congruenti al sistema non posso farlo. È tutto informatizzato. Si evitano errori e si evitano abusi.
E si evita anche me...
Come dice?
Niente, niente, ma qui come possiamo risolvere?
Forse deve rivolgersi al programma dei lavori socialmente utili.
L'ho già fatto.
Cosa le hanno detto?
Che posso partecipare a un corso una volta iscritto alle liste dei senza lavoro. Capisce perché ho bisogno che lei mi iscriva?
Non posso fino a quando lavoro e titolo di studio non coincidono... Torni quando avrà fatto un po' d'ordine tra i suoi documenti. Adesso devo lasciarla, c'è gente che aspetta.
Già, la fila. Era la sesta volta in un paio di mesi. E finiva sempre allo stesso modo. A sbattere contro la fila in attesa. Provavo a dire che avevo fatto il meccanico, ma dal database risultavo in carico fino a un anno prima all'azienda sanitaria locale. Allora avevo tentato la carta dell'infermiere, ma nei tabulati elettronici degli infermieri non risultavo.
Buongiorno dottore, mi aveva detto un impiegato la volta che avevo deciso di tentare la strada della disoccupazione da sempre... Non sono dottore, avevo risposto meccanicamente, come faccio sempre dal giorno dell'arresto.
Certo che lo è, non mi riconosce? Bonetti, Sergio Bonetti, sono stato suo paziente dalla nascita ai diciott'anni e, detto onestamente, mi è proprio dispiaciuto cambiarla quando sono diventato maggiorenne. Ha bisogno? Posso aiutarla? Ecco, forse lì avrei dovuto dire, mi dia una mano lei, mi tolga da questo ginepraio di database che si incrociano, mi faccia entrare sottobanco nella lista dei disoccupati, mi permetta di poter cercare un lavoro... Invece mi sono vergognato della verità e ho detto no, che ero venuto qui per mia figlia. Per mia figlia, pezzo di cretino, che i miei figli se la sanno cavare tutti benissimo, sono solo io che in un anno non sono riuscito nemmeno a far capire il mio problema a un computer.
Tratto da Barafonda, il mio ultimo romanzo. In libreria.
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04/02/2012 @ 3.00.50
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